Vodafone crolla in Borsa dopo il calo degli utili Dall’Italia buoni risultati

Maddalena Camera

da Milano

Non bastano 171 milioni di clienti a garantire buoni margini. Dopo anni al galoppo anche la più grande società del mondo di telefonia mobile segna il passo. Ieri Vodafone è crollata in Borsa, si è trattato della maggiore perdita percentuale degli ultimi tre anni e mezzo, a causa dei timori per la crescita dei margini nel 2007 e per gli scarsi risultati della controllata nipponica che hanno gettato un’ombra sui risultati del primo semestre. Gli utili netti infatti sono scesi a 2,78 milioni di sterline o 4,35 pence per azione contro i 3,62 milioni dei precedenti sei mesi che significava un utile per azione di 5,39 pence. Il titolo, cedendo oltre il 10%, ha affossato di oltre quattro punti percentuali tutto il comparto tlc in Europa. Il primo problema di Vodafone è il Giappone dove la società non è mai riuscita ad imporsi sui colossi made in Japan, ossia Ntt Docomo e KDDI. Basta pensare che la controllata nipponica ha solo 2 milioni di clienti su circa 40 milioni totali e che negli ultimi tre mesi è riuscita a prendere solo 5mila abbonati in un mercato che cresce al ritmo di 100 mila nuovi utenti al mese. Ma ad impensierire sono soprattutto i margini che in Giappone hanno subito una contrazione del 6% scendendo al 21,7%. Mentre in Germania ma sopratutto in Italia i margini lordi sono al 46 e al 54%. Eppure anche in questi paesi come del resto in tutti quelli dove è presente Vodafone sono previste delle contrazioni a causa della forte concorrenza e dei tagli alle tariffe operati dalle Authority.
E la spiegazione dell’amministratore delegato Arun Sarin, 51 anni non convince. «Stiamo investendo sui nostri clienti - ha spiegato Sarin - è ovvio che i margini in condizioni del genere siano in discesa». A impensierire gli analisti c’è anche il fatto che sul fronte Giappone non ci sia alcun ripensamento. «Il programma di ristrutturazione va avanti nei tempi previsti», ha detto Sarin ribadendo l’impegno in quel mercato.
«Penso che non ci sia nessuna ragione chiara perché Vodafone resti in Giappone» - ha commentato Jim Wright, gestore di British Steel Pension Fund, azionista dell’operatore britannico - deprime gli utili e la generazione di cassa». Ad affossare il titolo anche la delusione a chi si aspettava un miglioramento del dividendo. «Il mercato sperava - ha detto Robert Grindle, analista di Dresdner - che la società fosse più generosa ma non lo è stata e anche questo ha deluso».
Quanto all’Italia, guidata da Pietro Guindani, è stata insieme alla Spagna il Paese che ha conseguito i risultati migliori. Nei sei mesi i ricavi totali sono stati pari a 4,2 miliardi di euro (più 5,3% rispetto a settembre 2004) grazie all’incremento del fatturato da servizi e della base clienti saliti a 23 milioni (più 7% in un anno). «Anche le previsioni sono favorevoli - ha puntualizzato Guindani - nonostante il taglio delle tariffe di interconnessione fisso-mobile che mediamente è stato del 20,5% a partire dal primo settembre scorso».