Vodafone e Sky «scaldano» Tiscali

Possibile una divisione in due della società. Le attività inglesi farebbero gola a Orange, T-Mobile e O2

da Milano

Boom di acquisti su Tiscali, che vola sulle voci di un rinnovato interesse da parte sia di Vodafone sia di Sky. Ieri mentre una nuova pioggia di vendite si abbatteva su Piazza Affari (Midex meno 2,2%), il titolo dell’internet service provider ha messo a segno un rialzo del 5,8% a 1,61 euro, che si aggiunge al più 10% guadagnato mercoledì.
«Terminato con successo l’aumento di capitale, il mercato ora scommette sull’arrivo di un big del settore pronto a conquistare la piccola Tiscali», spiega un analista di una Sim milanese. Qualche giorno fa, dalle colonne del Financial Times, era stato lo stesso Tommaso Pompei, amministratore delegato di Tiscali, a prevedere le nozze per il gruppo entro due anni. Ma la Borsa, si sa, prova sempre a giocare di anticipo.
I motivi che rendono attraente Tiscali, controllata con una quota del 25% da Renato Soru, il presidente della Regione Sardegna che proprio in questi giorni ha sottoscritto la sua parte dell’aumento di capitale da 150 milioni, sono diversi. Dopo l’acquisto dell’inglese Pipex, Tiscali è il quarto operatore britannico con il 15% del mercato. Stessa posizione anche in Italia, dove però nella banda larga Tiscali ha solo il 5% del mercato.
Il potenziale acquirente potrebbe prendere il controllo di Tiscali e poi spacchettarla in due: da una parte le attività in Italia, dall’altra quelle inglesi. Qui da noi il gruppo è circondato da colossi come Telecom Italia, Vodafone (che lo scorso ottobre ha acquistato Tele2 Italia) e SwissComm (che controlla Fastweb): difficile pensare che Tiscali abbia armi a sufficienza per contrastarli. «I più interessati sono gli operatori mobili che insieme a Tiscali potrebbero competere con Telecom Italia sul piano delle offerte convergenti: fisso, mobile e internet, tutto in uno», spiega un analista. «Per questo il nome di Vodafone viene rispolverato spesso», aggiunge un gestore.
Ma tra le sale operative si fanno anche altri nomi di papabili acquirenti. Ora internet vuol dire anche tv e Rupert Murdoch, il patron di Sky, potrebbe riproporre anche qui in Italia la stessa strategia adottata in Inghilterra dove BskyB, l’omonimo inglese di Sky, è presente anche con alcune offerte sulla banda larga.
Quanto alle attività inglesi di Tiscali, queste già farebbero gola a diversi operatori presenti solo sul mobile. I nomi sono diversi e si tratta tutti di big: da Orange (France Telecom) a T-Mobile (Deutche Telekom) fino a O2 (Telefonica).
Oltre alle ragioni commerciali, a rendere sexy Tiscali sono i conti: «Il gruppo vanta crediti fiscali per 500 milioni e dopo 10 anni di storia promette quest’anno di chiudere il primo bilancio in utile» spiega un analista.