Vodafone, rallenta la crescita del fatturato

Il gigante della telefonia mobile costretto a svalutare le attività in Germania per circa 40 miliardi di euro

da Milano

Cosa potrà salvare gli utili della telefonia mobile? Aspettando la tv sul cellulare e un sistema di messaggistica che promette di inviare facilmente testo, foto ed «emozioni», ai giganti del settore sopraffatti dalla concorrenza non resta che prevedere il rallentamento del fatturato.
Così ieri Vodafone, la maggiore società al mondo di telefonia mobile con 140 milioni di abbonati, ha comunicato che nel 2007 la crescita dei ricavi si assesterà tra il 5% e il 6%, contro il 6-9% dell’esercizio che chiuderà a fine marzo. Un tracollo se si pensa che nel 2005 la crescita degli utili era stata del 9% e l’anno precedente dell’11 per cento. I minori guadagni sono legati soprattutto, oltre alla concorrenza, alle riduzioni delle tariffe di terminazione mobile imposte dalle Autorità praticamente in tutta Europa.
Vodafone prevede inoltre un calo del mol dell’1% (escluso il Giappone) sempre a causa della discesa dei prezzi delle telefonate e dei maggiori costi sostenuti per il mantenimento dei clienti. Ma c’è dell’altro. A pesare sui conti è anche il «write down» ossia la riduzione del valore della controllata tedesca (e in parte minore anche di quella italiana) che è stata creata nel 2000 grazie all’acquisto del gigante di telefonia fissa e mobile Mannesmann che controllava anche Omnitel.
Per Mannesmann Vodafone pagò, all’apice della bolla speculativa legata al settore Internet e telecomunicazioni, la cifra record di 186 miliardi di dollari ossia circa 158 miliardi di euro. Ma oggi la società per rispettare l’applicazione dei principi contabili internazionali (in sigla Ifrs) dovrà rivedere quel valore effettuando un write down di almeno 23 miliardi di sterline (circa 40 miliardi di euro). Il risultato di questa serie di brutte notizie è stata una flessione in Borsa del titolo del 2,8 per cento.
Secondo gli analisti però non è tanto la revisione delle acquisizioni a pesare sui conti ma il ridimensionamento della crescita dei ricavi. Infatti sia Deutsche Telekom che France Télécom hanno effettuato la stessa operazione nel 2002 quando hanno dovuto ricalibrare il valore delle licenze Umts. In quel frangente Dt fece una svalutazioni pari a 21,4 miliardi di euro e Ft per 18,3 miliardi. Quanto all’Italia, coerentemente al processo di revisione del gruppo, anche la controllata presente nel nostro Paese e guidata da Pietro Guindani ha avviato un’analisi volta ad aggiornare le proprie aspettative di crescita. E dunque «a conclusione di queste valutazioni - è spiegato in un comunicato - Vodafone Italia comunicherà i valori definitivi relativi alla revisione dell’avviamento». Ma certo i problemi maggiori sono legati alla Germania, dove la società sta perdendo quote di mercato a favore di Royal Kpn e di O2 che stanno offrendo tariffe molto competitive. In realtà, però, le stime di Vodafone hanno trascinato al ribasso tutti i colossi del settore tanto che anche Deutsche Telekom, France Télécom e Telecom Italia a fine giornata hanno perso tra l’1 e il 2 per cento.