La voglia matta «Siamo più forti»

5 novembre 2001. La vittoria in un derby al Genoa manca da quel giorno. Sette anni dopo Giampiero Gasperini cova il desiderio di dare una soddisfazione particolare alla tifoseria rossoblù e prendersi una rivincita dopo la sconfitta nella stracittadina dello scorso 17 febbraio: «Non siamo sicuramente più deboli- esordisce l’allenatore del Genoa-. Questo è chiaro e lo dimostra anche la classifica. Anzi, abbiamo la possibilità di accelerare il passo, benché il derby come si sa sia una gara a parte, per quanto non la più importante della stagione». Tanti temi alla vigilia di una sfida dal sapore particolare per il Genoa che parte favorito, ma per una città intera «e spero che sia la festa di questa città» auspica il Gasp. E se già non bastava la tensione agonistica a vivacizzare questa attesa, ci si è messo anche Collina con una designazione che i tifosi della Sampdoria stanno vivacemente contestando per la presunta genoanità dell’arbitro (genovese) Farina. Ma Gasperini ci passa sopra, «hanno designato uno dei direttori di gara migliori ed è normale per una partita di questa importanza». L’avversario. Tutti vedono il solo Cassano come unico problema per la difesa del Genoa, «è importante, ma non è il solo», commenta l’allenatore rossoblù che sugli elementi blucerchiati che possono mettere in difficoltà la sua squadra replica, «più di undici non possono giocare».
Veniamo alla squadra. Qualcuno avanza l’ipotesi che il Genoa a centrocampo possa schierare contemporaneamente Thiago Motta e Milanetto, ma il tecnico frena: «Il doppio play mi piace- continua- però sinora i due non hanno mai giocato insieme, quindi ritengo che non sia una soluzione percorribile in questo contesto». Probabile, dunque che Milanetto sieda in panchina e Motta in campo con Juric.