Voglia di «territorio» e l’onorevole leghista torna nelle Marche

Sarà perché, da buon leghista, ha sentito il richiamo del «territorio». Oppure s’è fatto convincere dalle voci di elezioni anticipate. In ogni caso il deputato del Carroccio Roberto Zaffini, già subentrato a Matteo Brigandì (eletto al Csm) pochi mesi fa, si prepara a lasciare lo scranno di Montecitorio per tornare ad accomodarsi in Consiglio regionale delle Marche. Ieri l’assemblea ha decretato l’incompatibilità di Zaffini nel doppio incarico di onorevole e consigliere del parlamentino marchigiano. Lui anticipa e motiva la decisione così: «C’è stata l’estate di mezzo, la situazione politica era instabile, ho voluto capire bene... ora voglio tornare a casa mia, a Fano. Lascio il 15 ottobre. Ma sia chiaro: non ho mai percepito due indennità, come ha fatto qualcun’altro». E se, come promette, dirà addio alla Camera, al suo posto scalpita il collega di partito Eraldo Isidori.