«Vogliamo aiutare le società E chi s’indebita per vincere rischia l’esclusione dalle coppe»

Umberto Lago, assessore al Bilancio del Comune di Vicenza e professore associato di Economia e gestione delle imprese all’Università di Bologna, è il rappresentante italiano dell’organo di controllo “Club Financial Control Panel” della Uefa. La commissione, fortemente voluta da Platini e presieduta da Jean-Luc Dehaene, ex premier belga, intende portare in equilibrio il calcio europeo attraverso il controllo finanziario dei bilanci dei club. Lago è affiancato da altri sette esperti in rappresentanza di Spagna, Germania, Olanda, Inghilterra, Grecia, Scozia e Francia.
Dobbiamo attenderci pene esemplari?
«Non siamo qui per punire i club più indebitati, ma per aiutarli a imboccare una strada finalmente virtuosa. Prenderemo in considerazioni le società attraverso una sorta di coefficiente di rischio, che terrà in considerazione il debito accumulato, il monte ingaggi e il rispetto di qualsivoglia pagamento».
Ma ci state riuscendo? Gli esempi che arrivano da Russia, Inghilterra e Spagna appaiono in controtendenza.
«L’Uefa ha varato la Commissione con l’obiettivo di porre in equilibrio i conti dei club nell’arco di alcuni anni sollecitandoli a vivere di mezzi propri, quelli che scaturiscono dalla gestione sportiva. Altrimenti il sistema è a rischio di collasso con perdite miliardarie. E noi che ne facciamo parte, lavoriamo in questa direzione da tre anni. Con l’esame dei bilanci 2010-11 entreremo adesso nel vivo dell’attività».
Mancano però le sanzioni. A cosa andranno incontro le società che non rispettano i parametri del fair play finanziario?
«A breve presenteremo le nostre valutazioni all’Esecutivo dell’Uefa che deciderà in proposito entro la fine dell’anno. Spetterà poi agli organi disciplinari intervenire nel merito. Il nostro compito è un altro».
Si arriverà all’esclusione dalle coppe per i club indebitati oltre le soglie previste dal regolamento?
«E’ una possibilità, la più grave, sicuramente non è la sola. Ci sarà una scala di sanzioni. E le valutazioni saranno individuali. Ma non è questo l’obiettivo primario dell’Uefa che ha varato il fair play finanziario per venire incontro ai propri associati con spirito costruttivo, soprattutto a quelli che appaiono meno solidi sul piano finanziario».
D’accordo. Ma a vincere non possono continuare a essere i club che s’indebitano per rafforzare la squadra…
«E’ il pensiero di Platini volto a sanare un ambiente che vive al di sopra delle proprie possibilità e che deve tenere conto di quanto succede nel mondo».