«Vogliamo case non i vostri dormitori»

L’assessorato alle Politiche sociali ha incontrato rappresentanti di questura, Caritas e altre associazioni, e insieme hanno messo per iscritto le proposte già presentate lunedì ai rifugiati che da nove giorni occupano lo stabile di via Lecco. Tutto inutile, gli occupanti non cedono. «Il Comune - si legge nel documento - si impegna da subito a fornire accoglienza notturna per tutti», sistemando i rifugiati nei vari dormitori comunali. Palazzo Marino, «si impegna a organizzare percorsi formativi di integrazione nella realtà sociale italiana e milanese, da concordare personalmente con ognuno dei richiedenti e che comprenderanno corsi di lingua, alfabetizzazione, formazione professionale». Il Comune li affiancherà anche nella ricerca «di soluzioni abitative non emergenziali». Ma gli occupanti, in prevalenza eritrei ma anche etiopici e sudanesi fanno muro: «Non ci muoveremo di qui fino a che non ci verrà prospettata una soluzione definitiva. Vogliamo case, non dormitori».