Vogliamo via Ciaikovskij

Ci comportiamo come se la toponomastica seguisse criteri realmente disciplinati e simbolici: quando invece è il più smisurato dei bailammi. Ora Veltroni vuole intitolare una via allo storico Renzo De Felice. Tempo fa era stata la volta della mancata targa craxiana a Milano mentre nel comune di Aulla, in Toscana, hanno dedicato a Craxi addirittura un monumento, e mentre a Ozieri, in Sardegna, via Craxi incrocia viale Berlinguer. Ma il leader comunista non è presente a Napoli dove però hanno proposto di titolare una via a Giorgio Almirante, ciò quando in un comune limitrofo, a Marano, hanno dedicato una via a Yasser Arafat. In Lombardia, in un paese del varesino che si chiama Samarate e che da molti anni ha dedicato viali a Togliatti e Di Vittorio e Salvador Allende, il sindaco neo-eletto tra i suoi primi atti ha deciso di cancellare il nome di un parco che la giunta precedente aveva intitolato a Solidarnosc: «Non fa parte ­ ha detto il sindaco, vicino a Rifondazione ­ della nostra cultura». E mentre le vie e le piazze intitolate a Falcone e Borsellino saranno un milione (bastano?) c’è chi ancora attende, nella propria metropoli, un’innocua via titolata a Ciaikovskji: e alzi una mano chi non sappia canticchiare almeno un motivo tratto dallo Schiaccianoci o dal Lago dei Cigni. Ecco una stupenda campagna da fare: vogliamo via Ciaikovskij. Coefficiente di appeal mediatico: zero.