«Vogliamo l’Expo 2015? Allora rifacciamoci il look»

Che l’Olimpiade invernale di Torino 2006 sia stato un evento di larghissimo successo per la città della Mole Antonelliana è notizia appurata e conclamata. Che lo possa diventare anche l’Expo di Milano 2015 è quanto si augura Roberto Daneo, incaricato dal Comune di Milano di sviluppare il dossier di candidatura all’Expo.
Ma il processo di sviluppo e di restyling della città meneghina, in occasione della possibile esposizione mondiale, non appare privo di insidie e di difficoltà. A margine della presentazione del libro di Anna Martina, direttore della comunicazione strategica e della promozione per il Comune di Torino, dal titolo Comunicare la città, il caso di Torino olimpica, si è ampiamente discusso di come l’organizzazione di un evento di livello mondiale, sportivo o commerciale che sia, possa diventare veicolo per donare nuova linfa e vitalità alla città organizzatrice.
E alla metropoli milanese, un’operazione che le ridoni visibilità e freschezza in campo internazionale, urge al più presto: «L’immagine che riflette agli occhi dei visitatori stranieri è quella di una città, fredda, “veloce”, e fortemente incatenata al lavoro e al denaro» spiega Ruggero Sainaghi, ricercatore presso l’Università Iulm.
Ma Milano è anche il centro - ai più sconosciuto - della tecnologia, della ricerca e dell’innovazione. «È questo l’aspetto che dobbiamo riuscire a veicolare ai Paesi stranieri, se vogliamo convincere i membri del Bie a votare la nostra candidatura», afferma Daneo, che vanta anche una proficua esperienza nel comitato organizzatore dei giochi di Torino 2006. La partita con Smirne, l’altra città candidata a ospitare l’Expo 2015, si gioca, inoltre, su di un secondo livello di comunicazione, non più rivolto ai Paesi stranieri, ma più intimo e legato alla cittadinanza milanese. «Gli abitanti di Milano, attraverso una serie di conferenze e di forum, capiranno perché l’amministrazione comunale intende investire fortemente sull’Expo 2015». La strategia adottata da Torino per l’organizzazione delle Olimpiadi, sembra essere quella adatta per l’Expo di Milano, tanto che Daneo intende riproporne ampie parti. «Come per Torino, l’attività strutturale, come il potenziamento dei trasporti attorno il polo fieristico di Rho, la valorizzazione del quartiere dei Navigli e il recupero di zone verdi attorno Milano, opere che resteranno a uso e consumo della popolazione meneghina saranno finanziate attraverso fondi pubblici». Dunque, il lavoro in vista di luglio è molto, ma «le risorse per presentare un buon progetto non mancano».