«Vogliamo le quote della Provincia»

Dopo le quote del Comune, tocca al pacchetto della Provincia. Il fondo F2i ha interesse ad acquisire gli aeroporti milanesi e fa sapere di guardare con attenzione anche al 14,5 per cento di azioni della Sea detenute da Palazzo Isimbardi. Intenzione comprensibile per il Fondo infrastrutture che recentemente ha acquisito l’aeroporto di Napoli Capodichino e che, dopo l’offerta per Genova, continua a guardare al Nord. F2i ha offerto al Comune 145 milioni per il 18,6% di Serravalle e una somma tra i 200 e i 230 milioni per il 20 per cento di Sea, purché i due asset siano ceduti insieme. Sommando le possibili operazioni Sea con Comune e Provincia, il Fondo Gamberale otterrebbe il 34,5% della società di gestione degli aeroporti milanesi.
Il Fondo Italiano per le Infrastrutture, in sigla F2i, ha come amministratore delegato Vito Gamberale, manager esperto in privatizzazioni, con un passato in Autostrade, Tim e in diverse aziende del gruppo Eni. «Il Fondo - sintetizzano dalla società - si pone come centro di aggregazione e di alleanze con soggetti pubblici e privati che operano nel settore delle infrastrutture nazionali, attraverso la partecipazione a processi di privatizzazione».
F2i non nasconde l’interesse per Sea. Al punto da aver vincolato l’acquisto delle quote di Serravalle messe in vendita da Palazzo Marino alla contemporanea acquisizione del 20% di Sea. Venerdì scorso, subito dopo la notizia che la gara per la cessione del 18% delle quote di Serravalle era andata deserta, è arrivata la lettera di F2i, una «manifestazione generale di interesse» per l’accoppiata Sea e Serravalle. Come puntualizzano da F2i, non una trattativa privata ma «una disponibilità a partecipare alla gara pubblica che il Comune deciderà di indire».
A questo punto Palazzo Marino deve fare un nuovo bando aperto a tutti i competitors interessati. Ma la divisione riguarda la vendita in blocco di Sea e Serravalle, che limita la platea di possibili acquirenti. Anche se si vocifera di una partecipazione alla gara di un Fondo indiano, non sono molti i gruppi interessati a investire contemporaneamente sia sulle autostrade sia sugli aeroporti. Così il Comune è sotto osservazione: l’opposizione e una parte della stessa maggioranza vigilano perché il bando non sia compilato “su misura”. D’altra parte, il Comune ha bisogno di liquidità entro la fine dell’anno e così anche la Sea.
L’alternativa resta la Borsa. Un’operazione non esclude l’altra. Sia Palazzo Marino che il cda della Sea si sono impegnati a perseguire l’obiettivo di un azionariato diffuso. In questi giorni la Sea, che si era data novembre 2011 come dead line per la quotazione, si è presa altri dodici mesi di tempo. Esiste un accordo sottoscritto con i sindacati ed è verosimile che un cambio di strategia diventi una corsa ad ostacoli.
F2i, con una disponibilità di 1.852 milioni di euro, è il più grande Fondo italiano. È un fondo privato istituzionale, partecipato da istituti bancari (33,9%), casse previdenziali (24,2%),fondazioni bancarie (23,8%) e assicurazioni (9,45). L’8,1% è in mano alla Cassa depositi e prestiti. Al Fondo partecipano i principali gruppi bancari italiani (Intesa San Paolo attraverso Biis, la Banca Infrastrutture Innovazione e Sviluppo, e il gruppo Unicredit) e numerose Fondazioni bancarie: Cariplo, Cassa di Risparmio di Torino, Monte dei Paschi di Siena, Cassa di Risparmio di Cuneo, Cassa di Risparmio in Bologna, Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo e Cassa di Risparmio di Forlì. Fanno parte del Fondo anche due casse nazionali di previdenza e assistenza: Inarcassa (ingegneri e architetti liberi professionisti), e Cipag (geometri liberi professionisti). Tra i principali investitori anche la banca d’affari Merrill Lynch International.