«Vogliamo sapere quante donne decidono di tenersi il bambino»

Francesca Angeli

da Roma

Non è ancora iniziata ma è già nell’occhio del ciclone. L’indagine conoscitiva sull’applicazione della 194, con particolare attenzione al funzionamento dei consultori e la prevenzione, è affidata alla commissione Affari sociali della Camera, dove maggioranza e opposizione promettono di fare scintille. Dichiarazioni di fuoco contro questa indagine infatti sono arrivate proprio da membri della commissione come Rosy Bindi della Margherita e dalla diessina Livia Turco. Una baraonda ingiustificata per il presidente della commissione, il professor Giuseppe Palumbo di Forza Italia, ginecologo, che si sforza di spiegare come non ci siano intenti persecutori in quella che vuole essere soltanto un’inchiesta conoscitiva.
Quando partirà l’indagine?
«Subito. La prossima settimana. Probabilmente inizieremo le audizioni già martedì 13 dicembre».
È vero che lavorerete anche con la Camera chiusa, durante il periodo delle feste natalizie?
«Be’, non è che penso di fissare audizioni il 25 dicembre o la notte di Capodanno. Però lavoreremo anche durante la normale sospensione dei lavori dell’assemblea. Dobbiamo assolutamente chiudere entro il 31 gennaio come richiesto dal presidente della Camera, Pier Ferdinando Casini».
In che cosa consisterà esattamente?
«Abbiamo da fare una decina di audizioni, più o meno. Sentiremo il Movimento per la vita, l’Aied, i medici che lavorano nei consultori. Allarghiamo a tutte le posizioni e sensibilità».
Ma a che serve?
«Lo scopo è quello di migliorare la legge nel senso di applicarla al meglio. Sono certo che l’indagine avrà risvolti positivi, non si tratta di un’inchiesta punitiva ma soltanto a scopo conoscitivo: alla Camera non facciamo indagini inquisitorie. Si tratta di verificare come viene applicata la 194».
Ma non basta la relazione annuale che le Regioni trasmettono al ministero della Salute?
«Ma quella relazione è carente proprio su quel punto ovvero: come viene applicata la parte che riguarda la prevenzione? La relazione riporta debitamente il numero degli aborti eseguiti ogni anno, circa 130.000. Noi vogliamo conoscere anche un’altra cifra fondamentale: quante donne rinunciano ad abortire? Quante donne cambiano idea e scelgono di tenersi il bambino? Noi vogliamo sapere che cosa si fa nei consultori per aiutare e sostenere chi decide di non abortire. Vogliamo sapere se chi abortisce, dopo l’interruzione viene seguito. Perché soprattutto chi abortisce ha bisogno di aiuto anche dopo. Vogliamo sapere se, prima di procedere all’interruzione di gravidanza, c’è qualcuno che chiede alle donne di pensarci su. Se qualcuno offre alle donne una concreta alternativa all’aborto».
Che cosa pensate di scoprire?
«La mia opinione è che non si faccia abbastanza per la prevenzione. Magari con l’indagine scopriremo il contrario...»
Volete cambiare o addirittura cancellare la 194?
«No. Secondo me la legge sull’aborto è una buona legge che ha quasi del tutto cancellato la piaga dell’aborto clandestino. Vogliamo soltanto farla applicare al meglio».