«Vogliamo un teatro pieno La gente sta col premier non vuole furbi e inciuci»

«Un teatro pieno e tante firme ai gazebo, si vedrà che la gente sta con Berlusconi e con noi, e non con i furbi». L’obiettivo di questa giornata in piazza lo indica la leader del Movimento per l’Italia, il sottosegretario Daniela Santanchè: «Il Pdl dimostrerà che è compatto, pur con le sue diverse anime, e che come un sol uomo sostiene il governo, contro chi vuol tornare indietro a inciuci e teatrini».
Onorevole Santanchè, è questo il significato della mobilitazione?
«Ultimamente la stampa si occupata molto di gossip e quant’altro, oscurando quel che il governo ha fatto e continua a fare. È giusto e doveroso sostenere con forza questo lavoro».
Cosa di questo lavoro le pare particolarmente importante oggi?
«I provvedimenti sull’immigrazione, per esempio. Mi sembra che le misure sull’espulsione dei comunitari siano un grande passo avanti. E pensare che c’è qualcuno che si professa di destra e ha votato in Parlamento per riempire il Paese di clandestini come prima, ma gli italiani sono con noi».
Si riferisce a chi ha lasciato il Pdl. Lei ha fatto un percorso opposto.
«Io nel 2008 volevo stare con Berlusconi. Fu quel democratico di Fini a dire: “O me o lei”. Berlusconi fu costretto a scegliere, non credo che oggi farebbe la stessa scelta. Oggi dobbiamo essere incollati a Berlusconi, che qualcuno vorrebbe buttar giù per far tornare indietro il Paese».
Il bipolarismo non si può mettere in discussione?
«Gli italiani hanno scelto la semplificazione e la stabilità. Il problema è che qualcuno non vuol rinunciare alla politica come fabbrica di soldi».
Perché i suoi militanti sono in sciopero della fame per solidarietà con Feltri?
«Siamo stufi dei due pesi e due misure. Qualcuno parla di libertà di stampa e poi non dice nulla se 20 carabinieri entrano al «Giornale». Scalfari su Feltri è stato imbarazzante. Col mio coraggio voglio dire che il Pdl è stato carente in questo, non ha difeso i suoi come invece fa la sinistra».
Oggi non si parla di Comunali, ma il suo giudizio sulla giunta milanese uscente è positivo?
«Sì, io vorrei solo un chiarimento su Ecopass, che mi pare una tassa aggiunta».
Per restare a Milano, c’è margini per sperimentare alleanze nel centrodestra?
«Con l’Udc è giusto provarci, stiamo insieme in molte realtà. Con Fli mi sembrerebbe imbarazzante, anche perché vorrei capire se da parte loro c’è una questione politica o solo l’intenzione di distruggere Berlusconi».
Si deciderà tutto a Roma?
«Direi di sì, non è una questione milanese».