«Vogliamo Tel Aviv capitale mondiale dei gay»

Presto un sito internet con tutti gli indirizzi «riservati»

da Tel Aviv

Israele è uno dei Paesi più affascinanti del mondo, ma da anni il suo settore turistico è in affanno. Una tragica sequenza di attentati (veri) ai danni di civili innocenti e ripetute minacce di annientamento nucleare (per ora soltanto virtuali) da parte di una inquietante potenza vicina fanno riflettere più volte i turisti prima di recarsi nello Stato ebraico. E gli imprenditori del settore non sanno più cosa inventarsi.
L’ultima iniziativa ha qualcosa di speciale, a metà fra la trovata geniale e la dimostrazione di disperazione: Tel Aviv, capitale «laica» di Israele contrapposta alla «religiosa» Gerusalemme, aspira a diventare la capitale mondiale dei gay, onde accaparrarsi una quota significativa di un movimento turistico che interessa circa 70 milioni di persone.
Shai Deutsh, portavoce dell’associazione israeliana degli omosessuali, lesbiche, transessuali e bisessuali, ha detto al quotidiano Yedioth Ahronoth che «il turismo omolesbico è ultimamente in forte espansione e noi abbiamo grande assistenza da parte dell’associazione degli albergatori di Tel Aviv, dagli enti turistici locali e dal ministero del turismo». Deutsh afferma che operatori turistici greci, turchi e olandesi hanno già cominciato a organizzare escursioni di finesettimana a Tel Aviv per omosessuali.
Nel quadro degli sforzi per sviluppare questo tipo di turismo, che riguarda persone con reddito solitamente alto e con sviluppati gusti culturali e di viaggio, l’associazione omolesbica israeliana ha presentato la candidatura di Tel Aviv come sede dell’Europarade 2009, la più grande manifestazione mondiale gay.
Tra breve, inoltre, apparirà un sito internet israeliano (Gay map) contenente tutti i nomi e gli indirizzi dei luoghi turistici e di ritrovo a Tel Aviv che sono riservati agli omosessuali e alle lesbiche di tutto il mondo.