An: «Vogliamo la verità sui nomadi di Trigoria»

Aracri: «Più che una tendopoli temporanea mi è sembrata una vera e propria città»

Enza Colagrosso

Lo spostamento del campo sosta dei rom da Vicolo Savini a Trigoria è stata presentata da Veltroni come la soluzione per la riqualificazione dei quartieri Ostiense e Marconi. I manifesti che dichiaravano la soddisfazione della giunta di centro sinistra sono apparsi nel momento stesso in cui i nomadi stavano lasciando l’XI municipio e un altro municipio, il XII, iniziava a mormorare. Possibile che Veltroni questo non l’avesse previsto? Una prima risposta ci viene da Francesco Aracri, coordinatore regionale di Alleanza Nazionale: «Per prendere coscienza della situazione ho fatto la cosa più semplice: invece di farmi raccontare come stanno le cose sono andato a vedere di persona la nuova tendopoli che il comune ha allestito per i rom nei pressi di Trigoria. Mi sono trovato davanti a una vera e propria città che non dà certo l’idea né del temporaneo né di essere stata pensata per poche centinaia di persone. È evidente che in quel sito in breve tempo sorgerà il nuovo campo nomadi più grande d’Europa. Non voglio lasciarmi andare a congetture su cosa succederà a breve, ma chiedo al Presidente del XII municipio e al sindaco di assumersi sin da ora le loro responsabilità e inoltre di dire chiaramente come stanno le cose».
Sulla questione abbiamo sentito, poi, il Presidente della commissione Lavori Pubblici, Trasporti e Viabilità del municipio XII, Dario Rossin, anche lui di An.
«Il problema che fino a oggi era dell’XI municipio l’hanno scaricato su di noi, forse perché siamo un municipio di centrodestra e ci vogliono affossare, o forse perché Pomezia è commissariata e nessuno può pronunciarsi, anche se so per certo che anche lì i commercianti sono scesi in piazza per protestare. Inoltre noi ospitiamo già dei nomadi a Tor de Cenci, altra situazione che si trascina da tempo».
Eravate a conoscenza già da tempo dell’arrivo dei rom nel vostro Municipio?
«Direi proprio di no, questo è il tasto dolente della situazione. Dai giornali abbiamo saputo che il nostro presidente Pollak ha raggiunto un accordo con Veltroni rilasciando questa autorizzazione temporanea senza però sottoporre la questione a nessuno di noi. Il nostro disagio oggi è infatti quello di non sapere nulla e non poter dare le risposte giuste ai cittadini esasperati».
Come ha potuto verificarsi questa situazione?
«È ciò che noi avremmo voluto chiedere al nostro presidente durante il consiglio straordinario su questa problematica, che noi di An abbiamo richiesto, ma mi risulta che dalla riunione dei capigruppo sia uscito un temporaneo no alla convocazione e che il centrosinistra abbia addirittura chiesto di procrastinarlo».
Quindi voi non sapete neanche il tempo stabilito per la sosta di questi nomadi?
«No, ho già detto che in maniera inconcepibile l’accordo tra Pollak e Veltroni è passato sopra le nostre teste. Ora Pollak dovrà dirci se nel XII municipio esiste ancora una maggioranza di centrodestra e inoltre quale sia la sua identità politica. È già passato all’Udeur?
Il quartiere come ha reagito all’arrivo dei rom?
«A Trigoria avevano già accettato male questo spostamento che doveva essere temporaneo ma poi, voglio sperare per la cattiva informazione, il quartiere si è inferocito alla notizia che l’unica possibile meta di un eventuale spostamento sarebbe stata Trigoria. Questa notizia non è ancora stata confermata e solo Pollak e Veltroni potranno spiegare alla gente quali siano gli accordi presi. Nel frattempo nel quartiere la gente è esasperata e parla di bloccare la strada bruciando copertoni. La giunta Veltroni ha sempre ostentato la famosa democrazia partecipata, che sostiene di voler applicare su tutto. Ma poi nella pratica vediamo quanto questo non sia vero».