«Voglio chiudere in fretta questa storia prima di tornare in pista per il MotoGp»

da Sepang

Nel caldo di Sepang, circuito in Malesia dove i team della MotoGp hanno concluso ieri dei test, lui dice: «Siamo in dirittura d’arrivo, il 12 febbraio scadono i tempi tecnici previsti. Sto cercando di risolvere tutto prima dell’inizio del mondiale». Valentino Rossi dice questo e sembra che parli del motomondiale, della sua Yamaha da far crescere, delle nuove gomme, delle sue ambizioni di vittoria. Invece parla di fisco, tasse, imposte e tributi.
Il sette volte campione del mondo ha fretta, fretta di mettere tutto a posto e dedicarsi unicamente al campionato alle porte. Il primo Gp è previsto per il 9 marzo, in Qatar, e il prossimo 12 febbraio, neppure un mese prima, a Pesaro, firmerà la fine del contenzioso fiscale. Della sua voglia di sistemare tutto in fretta ci aveva raccontato la vigilia di Natale, svelando agli italiani «il nuovo Valentino, quello più accessibile, quello più vicino alla gente».
Da Tavullia, suo padre Graziano conferma l’accelerazione della trattativa con l’agenzia delle entrate marchigiana: «La transazione con il fisco non è ancora chiusa. So che sono vicini a chiuderla, ma ancora non lo è. C’è almeno un altro incontro importante, dopodiché speriamo tutti che sia l’ultimo, perché so che Valentino vuole assolutamente arrivare all’inizio del prossimo campionato del mondo avendo definito ogni questione».
Alla richiesta su quale potrebbe essere l’effettivo importo su cui il campione e il Fisco stanno arrivando a un accordo (la cifra più accreditata è di 20 milioni di euro), Graziano Rossi ha detto di non essere in grado di dirlo, perché - ha spiegato - vi sono ancora alcuni aspetti in ballo, «e penso che il ventaglio delle possibilità sia ancora piuttosto ampio, da 10 a 40 milioni di euro».