«Voglio essere processato per salvare i bimbi»

Super lavoro in vista per i magistrati di Genova. Perché le polemiche sulle fiabe gay per bambini alla biblioteca comunale e soprattutto il suggerimento dei siti a contenuto pornografico indicati sulla bibliografia per «bambine e bambini» distribuita alla De Amicis ha già fruttato almeno due querele al consigliere regionale Nicola Abbundo da parte delle associazioni gay che si sono sentite offese dalle sue accuse. Ma ora gli «indagati» aumentano. Anzi aumentano gli «autoindagati», perché c’è chi si schiera al fianco di Abbundo, anche alla sbarra. Ad alzare per primo la mano è Luigi Morgillo, consigliere regionale del Pdl e vice presidente dell’assemblea di via Fieschi.
Che fa, copia il collega?
«Sì, ricalco parola per parola quello che ha detto. Anzi, mi autodenuncio ai magistrati perché se va processato lui, devo esserlo anch’io».
È geloso?
«No, sono d’accordo con Abbundo che denuncia le schifezze che ci sono su quei siti segnalati nella bibliografia per i più piccini e che difende i bambini da certi pericoli».
E allora si autodenuncia?
«Voglio essere interrogato dai magistrati al fianco dell’amico Nicola Abbundo, per ripetere anche in una sede giudiziaria che ci sono cose su cui non si può scherzare, non si può fare dialettica politica con leggerezza. Ci sono di mezzo i bambini».
Essere in due davanti al giudice cambierà qualcosa?
«Se è per questo spero che saremo molti di più. Martedì in consiglio regionale si tornerà a discutere dell’argomento con diverse mozioni e ordini del giorno. Chiederò a tutti di schierarsi da una parte o dall’altra».
E cosa si aspetta?
«Che molti altri come me si autodenunceranno per avere la stessa opinione a difesa dei bambini senza se e senza ma. Voglio vedere chi sceglierà un campo o l’altro. Credo che non solo tutti i colleghi del centrodestra saranno con me. Ritengo che anche in altri partiti certo valori non possano essere ignorati. Questa non è una battaglia politica o di parte, molti metteranno da parte le ideologie».
Gli organizzatori del Pride sostengono che sui siti non ci siano immagini a sfondo pedofilo.
«Anche solo le immagini a carattere pornografico rivolte ai bambini sono gravi. Comunque vorrei rivolgermi proprio agli omosessuali. Alla parte più nobile del mondo gay».
Prego.
«Mai da parte mia c’è stato un atto di discriminazione nei confronti della diversità. Certo, non sono d’accordo che venga considerata la normalità, ma i loro diritti vanno assolutamente rispettati. Ma altrettanto li invito a prendere le distanze da certe esibizioni».
Cosa intende?
«Che c’è una linea di demarcazione. Neppure i gay la possono oltrepassare invadendo la sfera dei diritti altrui. Meno che mai quella dei diritti dei bambini che devono essere lasciati fuori. Quindi anche gli appuntamenti del Pride siano meno appariscenti e ostentati. Facciano meno dichiarazioni provocatorie. E rivendichino i loro diritti come chiunque altro, senza andare oltre. Sono loro che cercano la polemica».
C’è da attendere un paio di giorni per conoscere quanti consiglieri finiranno nella «retata» suggerita da Morgillo per tutelare i bambini.