«Voglio fare utili nel tempo Sono dalla parte dei clienti»

da Milano

Il colpo di forbice assestato alle rate dei mutui si tradurrà sul lunghissimo termine in 65 milioni di mancati ricavi per Mediolanum, ma l’amministratore delegato Ennio Doris è tranquillo sullo stato di salute del gruppo. «Sono convinto che l’iniziativa permetterà a Mediolanum di fare meglio delle previsioni, perché l’incremento dei volumi compenserà abbondantemente la momentanea riduzione dei margini».
Il cellulare del banchiere squilla: «Mi hanno detto che alle 14, poco dopo il termine dei tg, avevamo già ricevuto 114 nuove richieste via Internet», aggiunge Doris, per poi ripercorrere la storia del proprio istituto di credito: «Negli anni Settanta ho capito che i muri allora esistenti tra banche e assicurazioni erano contro l’interesse dei clienti. Da quel momento decisi che non volevo guadagnare solo perché ero abile a vendere, ma perché avevo gli strumenti giusti per andare incontro alle famiglie».
Ora c’è però da affrontare l’esame della Borsa...
«Non sono preoccupato, so di fare il bene dell’azienda. Non sono un manager che ha bisogno di risultati immediati per le stock option, ma il suo primo azionista, quanti vogliono investire su Mediolanum con un’ottica di breve periodo sbagliano. Qui la filantropia non c’entra, voglio fare utili nel tempo mettendomi al servizio dei clienti».
Come procede il semestre?
«Il secondo trimestre è migliore del primo: il business sta andando bene e sono tornate le commissioni di performance. Nei primi cinque mesi dell’anno l’industria dei fondi nel suo complesso ha perso 53 miliardi, mentre Mediolanum ha avuto una raccolta netta di 270 milioni».
E le attività nel credito al consumo con il Santander?
«A fine maggio le erogazioni erano pari a 33 milioni».
Il gruppo ha anche firmato un accordo con tre big del risparmio gestito Usa...
«In questo caso abbiamo raggiunto una raccolta di 170 milioni, di cui 100 investiti direttamente in fondi e 70 affidati al programma Big Chance che li investirà gradualmente negli stessi prodotti».
Come crede risponderanno i concorrenti all’iniziativa di Mediolanum sui mutui?
«Faranno qualcosa, è la concorrenza, ma affronteranno ostacoli di bilancio».
Sarà l’inizio di un diffuso cambiamento del settore?
«In realtà la rivoluzione è stata Mediolanum che assicura tutti i servizi bancari attraverso più canali di accesso».
Passiamo ad Antonveneta; qualche anno fa ne aveva difeso l’italianità contro i progetti di Abn Amro, ora come giudica l’ingresso della banca in Monte Paschi?
«Ne sono felice, il fatto che con Abn Amro i centri decisionali fossero in Olanda non era positivo. Sono sicuro che Giuseppe Mussari moltiplicherà gli sforzi per rinsaldare i rapporti col territorio».
Alcuni industriali veneti hanno scommesso su Siena. Lo farà anche lei?
«Hanno fatto bene, perché credo che le attuali valutazioni di Mps siano irragionevoli. Io, tuttavia, investo solamente su Mediolanum».
Cosa pensa delle barricate alzate dai sindacati di Telecom contro i 5mila tagli previsti da Franco Bernabè?
«Le tlc sono un settore caratterizzato da una serrata competizione e ho grande fiducia nell’attuale vertice».