«Voglio una Milano bella da vedere»

Bergamaschi: «Il progetto di Letizia mi ha convinto. Puntiamo ai restauri autofinanziati dei monumenti»

Roberto Formigoni non ha dubbi: «Lucio Bergamaschi potrà dare un contributo importante al lavoro di Letizia Moratti in Comune a Milano». Già, il governatore lombardo lo conosce dagli anni Settanta quando, entrambi, partecipavano a quello che fu il nucleo pesante e originario del Movimento Popolare. E con quello stesso spirito, Bergamaschi, si candida al consiglio comunale: «È il momento di mettere a disposizione quel patrimonio di conoscenze, esperienze e relazioni accumulato in 25 anni di vita pubblica a servizio di un progetto politico che mi convince pienamente, quello di Letizia Moratti».
Al leit motiv della campagna elettorale del candidato sindaco della Casa delle libertà, «Milano bella da vivere», lei ha aggiunto un «Milano bella da vedere». Come si traduce?
«Anche attraverso la riqualificazione della nostra città a partire dal patrimonio monumentale. Punto che ho chiesto di inserire nell’agenda di governo della Moratti. Grazie all’autofinanziamento dei restauri tramite pubblicità, Milano sta riportando alla luce lo splendore dei suoi monumenti storici. Solo la mia azienda in questi cinque anni ha devoluto al Comune 6,3 milioni di euro oltre a tasse e imposte per questa finalità. Cifre importanti senza le quali, oggi, non sarebbe di fatto possibile migliorare l’estetica e la funzionalità di gran parte del patrimonio demaniale: Caselli Daziari di Porta Venezia, Porta Nuova, Porta Garibaldi e, da ultimo, il Palazzo Reale che è in corso di completamento. La prossima amministrazione comunale deve ripartire da queste esperienze. Con un ulteriore passo decisivo: l’accorpamento delle deleghe dell’arredo urbano e della pubblicità perché la strategia del project financing diretto alla riqualificazione del patrimonio si sviluppi a vantaggio di tutta l’area cittadina».
Nel suo curriculum ci sono già esperienze istituzionali che si concludono nel 1994, quando si è poi concentrato con successo sull’attività imprenditoriale nel campo della comunicazione, della pubblicità e degli eventi. Milano è, intanto, cresciuta e migliorata, anche se è talvolta mancata la partecipazione.
«È prevalsa la pur doverosa ricerca dei risultati, delle opere, delle realizzazioni fatte anche qualche volta sopra la testa dei cittadini. Nel programma di Letizia Moratti c’è però una grande attenzione al consenso e al coinvolgimento. Fare il consigliere comunale può quindi ancora avere un senso in questo contesto, per dare voce a esigenze e esperienze in atto nella società civile, nelle categorie e nel volontariato».