«Voglio un Toro alla Gattuso Salvi con 5 partite alla morte»

«Togliamoci dalla testa un Milan meno determinato del solito»

Presidente, certo che incontrare il Milan tra un Manchester e l’altro è una bella fortuna, no?
«È vero, devono pensare al ritorno di Champions, ma togliamoci dalla testa che verranno a Torino meno determinati, magari non giocherà qualche big, ma hanno così tanta qualità...».
Urbano Cairo non vorrebbe nemmeno parlare. Dice che è l’ora dei fatti, che conta solo il campo. Che i proclami non fanno classifica. Il Toro annaspa, un punto (ad Empoli) nelle ultime quattro partite la zavorra che l’ha trascinato sul fondo.
De Biasi bis al posto di Zaccheroni: l’elettrochoc sembra aver esaurito l’effetto. Si salva il Toro?
«Si salva se fa cinque partite alla morte. Parlando poco e tirando fuori tutte le energie possibili. Tabelle? Sono inutili e pericolose, tanto non si avverano mai».
Martedì ha tifato Milan?
«Certo. Ho visto in campo uno spirito guerriero e giocate da campioni».
Dura pensare di batterli solo con la grinta?
«Sì, ma per noi è il presupposto per giocarcela alla pari. Oggi voglio un Toro alla Gattuso».
Un granata su cui scommettere?
«La squadra».
Abbiati è di proprietà del Milan: riscattarlo costa 4 milioni. Come andrà a finire?
«La questione Abbiati non è ancora sul tavolo. Ne riparleremo a fine campionato».
Si è fatto un’idea della deludente stagione del Torino?
«Quello che è successo fin qui, ora non mi interessa. Adesso conta quello che succederà, poi tirerò le mie conclusioni. A parte i maghi, errori ne fanno tutti. E io non sono un mago».
Quanto è deluso?
«Certamente mi aspettavo di più. Ma gliel’ho detto, non è il momento per questi discorsi».
Nel frattempo ha organizzato per domenica 6 maggio la marcia per la ricostruzione dello stadio Filadelfia, lo casa del Grande Torino ora ridotta a discarica pubblica. Non la considerava una priorità, adesso la cavalca? Che cosa è cambiato?
«Sono presidente del Torino da 20 mesi e ho pensato innanzitutto alla squadra. Ma ho raccolto così tante richieste da parte dei tifosi che non potevo lasciarle cadere. Attenzione, però: non sarà la marcia di Cairo, ma dei tifosi. Perché i presidenti passano, ma il Fila e il Toro no».
Dalla festa del Centenario alle liti con il sindaco Chiamparino sulla questione stadi, l’aria è cambiata in città?
«Non ne facciamo una questione personale. E soprattutto non parliamo della questione stadi adesso».
Euro 2012 in Ucraina e Polonia ha fatto saltare anche il progetto della Juve - Delle Alpi nuovo con mega prestito a tasso zero di interessi - che l’aveva fatta imbufalire. Ha stappato champagne per la decisione dell’Uefa?
«Non faccio calcoli così meschini. Mi è spiaciuto che l’Italia non abbia vinto: sarebbe stata un’ottima occasione per la nostra economia».
I presidenti passano ha appena detto: se il Toro retrocede, lei che cosa fa?
«Resto. Il mio investimento è a medio-lungo periodo. E qui siamo solo agli inizi».