«Voglio vedere in faccia l’assassino di mia figlia»

nostro inviato a San Giorgio delle Pertiche (Padova)
Qualche giorno fa, prima che Victor fosse arrestato, gli aveva augurato di fare la stessa fine di sua figlia. Lo sfogo duro, amarissimo, di un padre distrutto. Parole tremende, dette davanti alle telecamere, che però hanno dato una scossa alle indagini spagnole. Ieri Ruggero Squarise, attraverso i suoi avvocati, è uscito nuovamente dal silenzio angosciato che lo unisce alla moglie Maria Grazia. E ancora una volta si è rivolto al «gordo», il «ciccione» che ha confessato di aver ammazzato Federica. «Voglio guardare negli occhi l’assassino di mia figlia», sono le sue parole. «Voglio assistere al suo processo in Spagna per guardarlo in faccia».
La mamma di Federica tace ancora. Il suo unico desiderio, secondo i legali, è che lo strazio dell’attesa finisca in fretta. Che si spengano i riflettori sul suo tormento, che arrivi il corpo della figlia, che tornino i due figli Roberta e Mattia partiti per ritrovare la sorella. «Voglio riabbracciarli tutti al più presto», ha confidato.
Il marito invece pensa soltanto all’uomo che gli ha strappato la Chicca. «Più passa il tempo più aumenta il loro sconforto», riferiscono i legali.
Ogni giorno è una nuova coltellata al cuore. Le prime indiscrezioni, le immagini dell’arresto, la foto (scattata dall’amica Stefania Perin) di Federica abbracciata e baciata dal giovane uruguaiano che qualche ora dopo le avrebbe tolto la vita. I genitori non avevano visto quell’immagine prima che apparisse in televisione, ed è stato uno shock. Ieri gli agghiaccianti particolari dell’interrogatorio del «gordo» hanno moltiplicato la rabbia di Ruggero Squarise: l’approccio in auto, la tentata violenza, il corpo chiuso per giorni nel bagagliaio, la presenza di testimoni, forse di complici. Ruggero Squarise vuole guardare in faccia l’assassino che finora ha visto sorridente nelle foto. Vuole vedere quel paradiso delle vacanze che per la sua famiglia è diventato un inferno. Vuole giustizia da un Paese che è apparso lento nell’avviare le indagini. «Mi sembra una richiesta lecita e un desiderio umano - ha commentato l’avvocato Stefano Squarise - aspettiamo che arrivi il momento giusto».
Il governo spagnolo ieri ha fatto le condoglianze alle autorità italiane e alla famiglia Squarise: lo ha fatto attraverso il nostro ambasciatore a Madrid, Pasquale Terracciano. Il ministro degli Esteri, Franco Frattini, ha telefonato a San Giorgio delle Pertiche esprimendo il cordoglio e la vicinanza del governo italiano, ribadendo che sarà fatto tutto il possibile per assistere la famiglia: il che potrebbe significare che il rimpatrio della salma potrebbe essere accelerato.
La casa del dolore è stata visitata da due parlamentari veneti, Filippo Ascierto (Alleanza nazionale) e Antonio de Poli (Udc). «Sono rimasto profondamente colpito da questo tragico episodio - ha detto Ascierto -, come credo tanti padri che hanno i figli in vacanza. Un ragazzo drogato che uccide una brava ragazza che voleva solo divertirsi deve far riflettere. Non possiamo continuare a lasciare che i giovani usino la droga. Mi meraviglia che qualche magistrato emetta sentenze extraterrestri, come quella che autorizza i rasta a fumare tutta la droga che vogliono». De Poli ha salutato i genitori, «persone di grande forza e grande dignità», annunciando che chiederà alla Regione Veneto un intervento concreto.