«Vogliono infangare mio fratello»

«Ho ritrovato me stesso». Poche parole, piene di speranza. Stefano Cucchi voleva ricominciare. Lo ha confessato alla sorella Ilaria prima di essere arrestato con 20 grammi di droga in tasca. Proprio la donna ora conduce la battaglia per arrivare alla verità.
Signora Ilaria cosa ricorda del processo a piazzale Clodio?
«Stefano era nervoso per l’udienza, ma non mi sembrava impaurito da qualcuno. Era magrissimo, ma con il volto molto gonfio. Su di lui sono state dette tante bugie. Non mi risulta fosse sieropositivo: vogliono infangare la memoria di mio fratello. Era uno sportivo, frequentava la palestra e ogni mattina andava a correre».
Però si drogava?
«Usciva da un passato difficile. Aveva fatto un percorso di 3 anni nella comunità per tossicodipendenti di Don Picchi ed era stato riabilitato. Tornato a casa aveva ripreso a lavorare come geometra».
Ma i 20 grammi di fumo che gli hanno trovato addosso?
«Probabilmente quella sera voleva farsi uno spinello con un amico, ma aveva comunque deciso di riprendere in mano la sua vita. Era un ragazzo allegro, buono. L’ho visto la sera prima dell’arresto ed era sereno. Non posso pensare ora a lui sdraiato sul letto di marmo dell’obitorio del Pertini».
In che condizioni era?
«Impressionanti. Aveva il viso tumefatto e gli occhi lividi: uno rientrato e uno fuori dall’orbita. Anche i denti erano rovinati».
Pensa che sia stato malmenato?
«Non lo so. Vogliamo solo la verità. È vergognoso che i tg abbiano avuto i certificati medici e noi, nonostante le richieste dei legali, non le abbiamo ancora viste. Lunedì il pm ci ha convocato per sentirci. Speriamo qualcosa si muova, grazie anche a Emma Bonino, Luigi Manconi, Farina, Laterini, Carofiglio. Stefano era così buono che mentre i carabinieri lo portavano via si preoccupava per la sua cagnetta Micky».