«Vogliono sabotare la pace»

Roma. «L’odierno attentato terroristico compiuto nella città israeliana di Netanya dimostra che il terrorismo ha ben compreso che le prossime elezioni palestinesi, e quelle israeliane di primavera, se vinceranno le componenti più moderate sarebbero l’occasione di una possibile accelerazione del cammino verso la pace, seguendo la Road Map». È il parere espresso ieri dal vicepremier e ministro degli Esteri, Gianfranco Fini, di ritorno da una missione lampo in Giordania, dove ieri era stato ricevuto dal re Abdallah II, fra i principali attori della politica regionale. Secondo Fini, con quest’ultima azione terroristica l’estremismo palestinese punta a «far deragliare» il processo di dialogo avviato dal primo ministro israeliano Ariel Sharon, appoggiato dal premio Nobel per la pace Shimon Peres, con il presidente dell’Autorità nazionale palestinese, Abu Mazen.
Nel colloquio con Fini, re Abdallah II ha rinnovato al vicepremier la sua «disponibilità a dialogare con i musulmani moderati in Europa». Il regno hascemita, recentemente colpito direttamente dal terrorismo con gli attentati del 9 novembre, conferma così il suo «ruolo di Paese strategico nel rapporto tra l’Europa e Paesi musulmani», è stato il commento dello stesso Fini. Dall’incontro con il monarca giordano esce rafforzata, ha riferito il titolare della Farnesina, la comune intenzione, italiana e giordana, di migliorare ancora di più la «già ottima collaborazione tra intelligence». Anche per questo Fini ha informato il re della recente costituzione, appena un mese fa, della Consulta per l’Islam italiano. Un organismo che consente alle istituzioni italiane di «conoscere meglio la comunità islamica residente in Italia, e, pertanto, individuare meglio eventuali gruppi terroristici al suo interno».