«Vogliono tappare la bocca al Papa»

da Roma

Si vuole colpire la libertà di espressione della Chiesa e mettere in discussione la legittimità della sua visione del mondo. È un j’accuse pesante quello lanciato dalle pagine dell’Osservatore Romano dal professor Cesare Mirabelli. Il quotidiano dei vescovi ribalta le accuse di ingerenza che da mesi una parte del centrosinistra e della maggioranza di governo rovescia sul Vaticano e denuncia: si vuole delegittimare l’opinione della Chiesa, in particolare la difesa della famiglia fondata sul matrimonio e la critica al riconoscimento delle convivenze attraverso un disegno di legge ad hoc.
Se è comprensibile che il giudizio morale e l’insegnamento della Chiesa non siano condivisi da tutti, scrive Mirabelli, «non si può invece comprendere che si pretenda di escludere la legittimità di manifestare quel giudizio e quell’insegnamento, venendo così a colpire la libertà di esprimerlo». Se il Papa difende il valore della famiglia fondata sul matrimonio, osserva Mirabelli, viene contestato al Santo Padre lo stesso «diritto di esprimere il proprio giudizio». Dunque si ha l’impressione, conclude il quotidiano dei vescovi, «che la denuncia di indebita invasione della sfera politica intenda non solo mettere fuori campo una voce autorevole e dissonante dalla propria impostazione ma anche escludere che sia legittima o ammissibile la stessa concezione che quella voce manifesta».
Le accuse lanciate dall’Osservatore irritano il diessino Franco Grillini, presidente onorario dell’Arcigay. «In Italia, non esiste alcun tentativo di limitazione della libertà di espressione della Chiesa cattolica - dice Grillini -. Quando si discute delle discriminazioni degli omosessuali, sovente in modo offensivo e denigratorio, le vittime e gli esponenti della comunità gay non hanno mai diritto di replica. Dove stanno questi fantomatici tentativi di censurare la Chiesa? Chi mai impedisce a vescovi e cardinali di pontificare quotidianamente su tutto lo scibile umano?». Secondo Grillini, «ci vuole una bella faccia tosta per sostenere che in Italia qualcuno voglia impedire il diluvio quotidiano di prese di posizione omofobiche, antifamiliari, antimodernità, antipacs della Chiesa cattolica».
A Grillini replica prontamente Riccardo Pedrizzi di Alleanza nazionale. «L’Osservatore Romano ha ragioni da vendere - dice Pedrizzi -, il diritto alla libertà di espressione, secondo la sinistra clericofobica e illiberale, dovrebbe essere negato solo alla Chiesa cattolica, che ha molto, anzi tutto, da dire».
Intanto, dopo il voto delle mozioni alla Camera (con la vittoria di quella dell’Ulivo che impegna il governo a mettere a punto un disegno di legge entro il 15 febbraio) l’Udeur ribadisce il suo no alla legge sui Pacs e il suo leader, il ministro della Giustizia Clemente Mastella, insiste nel promettere di non votare una legge che equipari le famiglie alle coppie di fatto. E Rifondazione comunista accusa: «C’è un pezzo di centro dell’Unione che volta per volta è permeato dal condizionamento di Confindustria o da quello delle gerarchie ecclesiastiche o in alcuni casi, come si vede, da condizionamenti extranazionali», dice il segretario Franco Giordano in riferimento anche alla questione della base Usa a Vicenza. Giordano invoca «un ritorno al programma dell’Unione».
Intanto prosegue il lavoro del governo per limare la bozza del disegno di legge che approderà in Consiglio dei ministri il prossimo 9 febbraio, salvo imprevisti. Impossibile discuterne oggi vista l’assenza già prevista dei vicepremier Francesco Rutelli e Massimo D’Alema e soprattutto del ministro della Giustizia, Clemente Mastella, che ha annunciato la sua contrarietà al ddl. Non sarebbe corretto dunque affrontare la questione in sua assenza. Il ministro delle Pari opportunità, Barbara Pollastrini, e quello della Famiglia, Rosy Bindi, hanno raggiunto un punto di intesa su quasi tutti i nodi cruciali. Una volta superato l’esame del consiglio il ddl però dovrà affrontare il cammino a Palazzo Madama: qui i cattolici della Margherita hanno promesso battaglia.