«Voi, pagani che idolatrate i sacrifici umani»

Abitanti di Guernesey, ascoltate quello che vi dico: c’è una divinità orribile, tragica, esecrabile, pagana. Questa divinità era chiamata Moloch presso gli Ebrei e Teutatès presso i Celti; ora si chiama Pena di morte. Una volta aveva per pontefice, in Oriente il mago e, in Occidente, il druido; oggi il suo prete è il boia. L’assassinio legale ha sostituito l’assassinio sacro. Un tempo essa ha riempito la vostra isola di sacrifici umani; e ne ha lasciato ovunque i monumenti, quelle lugubri pietre dove la ruggine dei secoli ha cancellato la ruggine del sangue, che si incontrano semicoperti nell’erba in cima alle vostre colline e sui quali il rovo fischia al vento della sera. Ora quest’idolo mostruoso riappare tra voi terrorizzando l’alba di questo nuovo anno; vi ordina di obbedirgli; vi convoca per un giorno preciso, per la celebrazione del suo mistero e, come un tempo, chiede a voi, a voi che avete letto il Vangelo, a voi che avete lo sguardo fisso sul Calvario, chiede a voi un sacrifico umano! Gli obbedirete? Il 27 gennaio 1854 ritornerete per due ore a essere pagani? Pagani per uccidere un uomo! Pagani per perdere un’anima! Pagani per mutilare il destino del criminale privandolo del tempo del pentimento! Farete questo? Sarebbe questo il progresso? A che livello sono gli uomini se il sacrificio umano è ancora possibile? Si adora ancora a Guernesey l’idolo, il vecchio idolo del passato che uccide davanti a Dio che crea? A che cosa è servito l’aver tolto i menhir se è stato soltanto per restituirgli la forca? Come! Commutare una pena, lasciare al colpevole la possibilità del rimorso e della riconciliazione, sostituire al sacrificio umano l’espiazione intelligente, non uccidere un uomo, tutto questo è proprio così difficile? La nave è talmente in pericolo che un uomo può essere di troppo? Un criminale pentito pesa proprio così tanto alla società da doversi affrettare a gettare fuori bordo nel buio degli abissi questa creatura di Dio?
Abitanti di Guernesey! La pena di morte oggi sta arretrando ovunque e perde terreno ogni giorno; se ne va di fronte ai sentimenti umanitari. Nel 1830 la Camera dei Deputati di Francia ne reclamava l’abolizione per acclamazione; la Costituente di Francoforte l’ha cancellata dai codici nel 1848; la Costituente di Roma l’ha soppressa nel 1849; la nostra Costituente di Parigi l’ha mantenuta soltanto con un’impercettibile maggioranza; dirò di più; la Toscana, che è cattolica, l’ha abolita; la Russia, che è barbara, l’ha abolita; Tahiti che è selvaggia, l’ha abolita. Si direbbe che le tenebre stesse non la vogliano più. E voi la vorreste, uomini di questo buon paese?