Vola il petrolio In Italia +57% i costi nel 2006

da Milano

Il prezzo del petrolio continua a salire per i consumatori di tutto il mondo, ma soprattutto per quelli italiani: nei primi due mesi di quest’anno il barile importato nella Penisola registra un’impennata del 56,9% rispetto allo stesso bimestre dell’anno scorso. Il rialzo ha portato il costo pagato in Italia per le importazioni a 362,5 euro a tonnellata. Colpa del rialzo dell’oro nero sui mercati internazionali (più 44,4%) e di un cambio medio tra euro e dollaro - si legge nella nota resa pubblica ieri sui consumi mensili dell’Unione Petrolifera - di 1,2026 (meno 8%). E mentre continua a salire il prezzo, aumentano anche i consumi: a marzo - annuncia l’Up - la domanda è salita del 5,2% (circa 397 mila tonnellate in più), spinta dal consumo nel settore termoelettrico che, con la crisi del gas a un maggior uso dell’olio per la produzione di elettricità, ha registrato un’impennata del 68,3%. In calo, invece, la benzina (meno 7%) mentre il gasolio è salito del 7,2%. Nei primi tre mesi del 2006 la domanda di greggio e prodotti petroliferi ha così messo a segno un progresso del 4,4% sullo stesso periodo 2005. Quanto all’andamento delle quotazioni sui mercati internazionali, ieri i prezzi del carburante sono saliti intorno ai livelli massimi degli ultimi sette mesi, da quando cioè il prezzo del carburante era schizzato in seguito ai danni riportati da alcuni impianti petroliferi del Golfo dopo il passaggio dell’uragano Katrina. Il Brent, il petrolio estratto dalle piattaforme del mare del Nord è stato scambiato sulla piazza internazionale di Londra a circa 70 dollari. A pesare è stata la pubblicazione dei dati diffusi dal Dipartimento dell’Energia Usa, che mostrano un assottigliamento delle scorte di carburanti. Secondo i dati le scorte sono calate di 3,9 milioni di barili a quota 207,9 milioni (ancora l’1,9% al di sotto del livello dello scorso anno). Gli analisti attendevano un ribasso di 2,1 milioni di barili. Si tratta del sesto calo consecutivo che ha portato il ribasso delle ultime sei settimane a 18 milioni di barili. Gli aumenti, ha spiegato Davide Tabarelli, economista del Rie, un centro di ricerca specializzato in questioni energetiche, avranno certamente effetti negativi sulle bollette degli italiani. Gli incrementi per il prossimo trimestre sono stimabili nell’ordine del 2% per il gas e fino al 3% per l’elettricità.