Vola il tandem Scandroglio-Cassinelli

Hanno remato in tandem, in perfetta sintonia, Michele Scandroglio e Roberto Cassinelli, negli ultimi due anni e in campagna elettorale. E in tandem, l’altro ieri, sono entrati alla Camera. Erano gli uomini macchina del Popolo delle libertà, erano quelli che agivano in silenzio, dietro le quinte. Pochissime concessioni, solo quelle indispensabili, alla ribalta mediatica. In compenso, cento iniziative messe in cantiere e mille progetti organizzativi da portare a compimento, Scandroglio come coordinatore regionale e interprete puntuale del «verbo scajolano», l’altro, Cassinelli, nella veste (scomoda, molto meno onori che oneri) di coordinatore genovese del partito. Cercando, comunque, di conciliare la politica con la professione: Scandroglio è imprenditore di successo, Cassinelli avvocato con una fila di clienti. Ma la capacità di motivare i collaboratori e decentrare i compiti, che hanno maturato e applicato nell’esperienza professionale, è servita anche nell’impegno politico. E il «nuovo partito» voluto da Silvio Berlusconi è diventato subito anche a Genova e nel resto della Liguria il «partito nuovo» cui pensavano Claudio Scajola e il Cavaliere. Diventano «romani», ma promettono di restare liguri per garantire quello che i cittadini della Liguria si aspettano legittimamente da anni.