Volandri eliminato da Gonzalez: 6-1, 6-2

Roma - «Oggi avrei potuto vincere i primi due games, fondamentali in una partita del genere, con il mio gioco. Ho cominciato ad aggredirlo ma il suo dritto faceva malissimo». Cronaca di un match mai nato sul catino del Centrale. Filippo Volandri, dopo aver eliminato agli ottavi quel fenomeno di Roger Federer e ai quarti Tomas Berdych, cede nettamente in semifinale agli Internazionali Bnl d’Italia al cileno Fernando Gonzalez, sesta forza del seeding, con un 6-1 6-2 tanto rapido da non lasciare spazio ad alcun tipo di rammarico. «Il suo back mi ha massacrato - spiega il venticinquenne tennista livornese - e mandato fuori giri. Con lui, poi, non si scambia, serve bene e con il dritto fa quasi sempre punto».

Una sconfitta netta che certo non cancellerà la splendida settimana di Filo al Foro Italico: «È stata la mia prima semifinale in un Masters Series, ho vissuto la mia più grande emozione in carriera battendo Federer, ho superato giocatori fortissimi come Gasquet e Berdych. Mi spiace solo per oggi ma Gonzalez ha fatto tutto ciò che doveva, ha messo da parte il suo tennis per farmi giocare male. E ci è riuscito alla perfezione. E mi spiace per l’inizio, il match avrebbe potuto girare in maniera diversa: poi gli è andato tutto bene perchè, nonostante il punteggio, i games sono stati lottati».

Volandri ammette solo una stanchezza psicologica, non fisica: «Alla fine vedevo l’incontro scivolare via ed è difficile accettare che non si riesce a fare ciò che si vuole». Il torneo del toscano allievo di Fanucci resta da voti altissimi: «Già prima sapevo che in pochi possono battermi sulla terra, adesso ne ho la conferma. Al Foro ho strascorso cinque giorni stupendi e la parte più bella è stata la gente, che mi fermava per congratularsi. Ho assaggiato il livello più alto, di più c’è solo Nadal: avevo detto ieri che avrei preferito Chela, che mi avrebbe fatto giocare di più».

Volandri, che entrerà direttamente in tabellone ad Amburgo, si prenderà un paio di giorni per ricaricare le pile. Con la certezza di poter continuare a crescere: «In classifica farò un bel balzo in avanti ma sono abituato ad essere attorno alla trentesima posizione del ranking Atp. Tolti gli anormali, e cioè Federer e Nadal, posso giocarmela con tutti: è passato il periodo brutto, non mi pongo limiti».