Volandri escluso dalla Davis «Brutto fallo del presidente»

Il presidente della federtennis Angelo Binaghi ha dichiarato che sulla maglia azzurra non si tratta. Come avevamo previsto, la Fit ha scelto la linea dura ed ha fatto bene. Corrado Barazzutti è stato invitato a non convocare Filippo Volandri. «Ciò eviterà a Filippo una possibile sanzione in caso di rifiuto. È una decisione dolorosa - ha detto Binaghi - ma dobbiamo trasmettere ai giovani valori positivi. La speranza è che questa pausa forzata lo aiuti a riflettere». Così Volandri resta fuori dalla Nazionale. Avrebbe potuto essere protagonista di una grande impresa: vestire i panni di un moderno Don Chisciotte. Invece dovrà accontentarsi di seguire da casa il difficile cammino dei suoi compagni contro la Spagna, nel prossimo incontro di coppa Davis che si disputerà all’interno di un campo di calcio a Torre del Greco.
Occasione storica per il rilancio di uno sport da anni in crisi nel nostro paese. Il tentativo disperato di una pattuglia di prendere d’assalto la Serie A. Giocheranno Potito Starace, Andreas Seppi e Galimberti che hanno fatto marcia indietro. Ai loro nomi si è aggiunto quello di Daniele Bracciali. Che grande peccato! Filippo Volandri, giocatore bello e bravo dall’aria gentile, non sarà dei nostri e a me dispiace perché mi considero una sua ammiratrice. A detta di molti giocatori stranieri Filippo è uno dei migliori del mondo sulla terra battuta ed è su questa superficie che ha costruito la sua buona classifica. Posizione che gli ha persino permesso di essere testa di serie nelle prove del Grande Slam. In Italia non è conosciuto, come meriterebbe.
Quindi pensate quanto sarebbe stato importante per lui conquistare visibilità in un evento come la coppa Davis. Momento unico per attirare l’attenzione del grande pubblico. È questa la ragione per cui ritengo che Filippo dovrà valutare con molta cura tutti coloro che gli stanno vicino e lo consigliano. Gli stessi che gli hanno suggerito questo brutto autogol!
Filippo invece di vestire i panni di un eroe si è infilato un paio di pantofole per diventare un semplice telespettatore. Raggiunto dal Giornale ha dichiarato che con la richiesta economica fatta alla federazione non aveva intenzione di ricattare nessuno. Ma ha definito «un brutto fallo da dietro la decisione del presidente Binaghi. Non andava reso pubblico ciò che succede in tutti gli sport». E in un comunicato ha annunciato la sua «totale sfiducia nei confronti dei dirigenti e del capitano non giocatore».
A Filippo io dico: «Non sarebbe stato più semplice ed elegante infilarsi la maglia azzurra e combattere tutti assieme per ridare allo sport che amiamo il suo antico splendore?». Come dice Nicola Pietrangeli: «Lo sport ripaga perché i risultati vivono per sempre. Sono tappe che non si cancellano e sono più importanti del denaro anche se i giovani oggi non ci credono».