Volandri, imperatore del Foro italico Batte re Federer e vola ai quarti

Il tennista livornese negli ottavi degli Internazionali d'Italia batte il numero uno del mondo: 6-2, 6-4 in un'ora e 18 minuti. La vittoria più prestigiosa di Volandri e del tennis italiano negli ultimi anni. Lui: "Partita perfetta, grazie pubblico, sono al settimo cielo"

Roma - Hai 24 anni. Sei il tennista italiano più famoso. Sei fidanzato con una delle belle della tv. Sei a cavallo dei primi 20 giocatori del mondo. Hai tutto. Poi, in poco più di dodici mesi, ti fai male. Il fisico non ne vuole più sapere di stare insieme. Non vinci più nemmeno a palla-muro. La fanciulla (naturalmente) è volata via. Al torneo di casa, il torneo sulla tua terra rossa a Roma, manco hai la classifica per entrare. Ti devono "regalare" la partecipazione gli organizzatori, che nel gergo della racchetta si dice "wild card". Non eri un fenomeno prima. Non sei il capo dei brocchi adesso. E infatti, piano piano, riesci a mettere la testa fuori. Batti un russo dal nome impronunciabile che arriva dalle qualificazioni in primo turno. E fin qui hai fatto il tuo dovere. Poi, però, fai fuori Gasquet, un francesino considerato il futuro della Parigi tennistica e numero 13 del mondo. Più giovane di te, forse pure più forte. Ma negli ottavi peschi il capolavoro. Ti trovi re Federer: solo tre partite perse quets'anno. Da mesi padrone incontrastato del tennis mondiale. Avevi detto "Magari perdo 6-0, 6-0, ma ci metto il 110 per cento". Ce l'hai messo e ce l'hai fatta. Distrutto in due set: 6-2, 6-4. In un'ora e 18 minuti. Come un terraiolo qualunque. Quello con la classe, il talento, la mano fatata, gli sponsor in coda alla porta sei tu. Vai Filippo. O "Filo", come ti chiamano a Livorno. Roma è nelle tue mani. Da qui puoi girare la carriera. E lo sai. Tanto che alla fine racconti di "partita perfetta", di "pubblico fantastico". Poi ti sciogli: "Sono al settimo cielo, posso giocare a un livello altissimo. Mi sembra di vivere in un sogno. Sulla terra non temo nessuno, voglio arrivare il più in alto possibile. Anche perché adesso sto bene". La salute, fondamentale, nel tennis picchia e corri di oggi. E domani, a proposito di picchia e tira, c'è Tomas Berdych: ceco, numero 12 del mondo e del tabellone. Botte da orbi.

Niente da fare per Starace L'altro italiano arrivato agli ottavi, il campano Potito Starace, lotta per due ore e mezza contro il numero 4 del mondo Nicolay Davidenko poi cede al terzo set al termine di una battaglia fatta di accelerazioni, colpi incrociati e righe prese pe run centimetro. Starace vince il primo set 6-4. Nel secondo emerge la maggior precisione del russo che scivola via facile facile: 6-2. Il terzo è uno scontro all'ultima stilla di energia. Davidenko scappa e sembra avercela fatta, ma l'italiano non perde la pazienza, varia i colpi, disorienta il russo e si rimette in scia fino al 5-6 e palla in mano. Ma il game è favorevole al russo che si crea tre palle match. Starace, spinto anche da un pubblico meraviglioso, le annulla tutte e tre. Ma alla quarta le gambe non reagiscono sull'ennesimo passante velenoso di Davidenko che chiude 7-5.