Volano i prezzi: +2,9% Inflazione record dal 2001

Carovita alle stelle, punte massime per pane (12,5%) e riscaldamento (16%). Il Codacons: ogni famiglia spenderà mille euro in più all’anno

Roma - L’inflazione accelera ancora il passo, e tocca il massimo dal luglio del 2001: in gennaio l’indice dei prezzi al consumo è infatti cresciuto del 2,9% rispetto allo stesso mese del 2007. Era al 2,8% in dicembre. Su base mensile, secondo i dati dell’Istat, i prezzi sono aumentati dello 0,4%. L’indice armonizzato europeo - che non tiene conto di saldi e vendite promozionali - è invece aumentato del 3,1%, il livello più elevato da quando è stato creato nel 1997. Siamo a un solo decimale dalla media Ue di gennaio, risultata pari al 3,2%.
Ancora una volta, sono i prezzi degli alimentari e dell’energia a soffiare sulla fiamma dell’inflazione. I primi sono aumentati fra il 4,4 e il 4,5%, con picchi del 12,5% per il pane, del 10% per la pasta e dell’8,5% per il latte. La benzina verde è aumentata in un mese dello 0,5% e del 12,7% in un anno; il gasolio per auto è calato da dicembre a gennaio dello 0,1%, ma su base annua l’aumento è del 15,8%. I combustibili per la casa sono rincarati del 16% in dodici mesi, mentre le tariffe elettriche e del gas, nel solo mese di gennaio, sono aumentate rispettivamente del 3,4 e del 3,9%. Rincarano i trasporti, dal treno (+6,9%) all’aereo (+8,4%), all’autostrada (+3,8%). Gli unici comparti con prezzi in calo sono i «soliti noti»: medicinali (-3,9%) e apparecchi telefonici (-12,4%).

Le associazioni dei consumatori sono sempre più allarmate per l’effetto nefasto dei rincari sui portafogli delle famiglie italiane. Per poter conservare le abitudini di spesa di un anno fa, sostiene Altroconsumo, la famiglia media deve spendere 850 euro in più. I calcoli del Codacons sono ancor più pessimisti: gli aumenti nei settori alimentare e dei trasporti faranno spendere alla famiglia italiana 1.000 euro in più in un anno, se non saranno adottare drastiche misure. In allarme per l’inflazione anche i sindacati, che si apprestano a lanciare due giornate di mobilitazione - il 15 e il 16 di febbraio -. Avrebbero dovuto essere i giorni di mobilitazione contro il governo, ma adesso il governo non c’è. Adottando i gazebo berlusconiani, Cgil-Cisl-Uil raccoglieranno firme a sostegno della battaglia su fisco e salari. «Ne raccoglieremo milioni - prevede il segretario cislino Raffaele Bonanni - e le porteremo al presidente della Repubblica».
La questione cruciale, ora, è se la tendenza all’aumento dei prezzi persisterà nei prossimi mesi. Secondo l’Isae, il 2,9% di gennaio potrebbe rappresentare un picco: se il prezzo dei petrolio cala, spiegano all’Istituto di analisi economica, l’inflazione frenerà. Anche la Confcommercio giudica inopportuni gli allarmismi, dato che l’inflazione è ancora inferiore alla media europea. «Non mi sembra che vada poi così male - sentenzia il viceministro dell’Economia Vincenzo Visco -: rispetto al trend europeo non c’è niente di nuovo». La Banca centrale europea, che si riunisce domani, dovrebbe tenere fermi per ora i tassi d’interesse. Ma il tasso di preoccupazione, a Francoforte, è senza dubbio in aumento.