Volano i sondaggi: effetto Sarah sul candidato McCain

Il senatore dell’Arizona in vantaggio di due punti su Obama dopo la scelta della governatrice dell’Alaska. La Palin piace più del numero due democratico Joe Biden

Nostro inviato a St. Paul

Sì, è già Sarah-mania. A destra? Ovviamente. Ma non soltanto. Bastava seguire i talk show della domenica mattina sulle principali televisioni americane per rendersene conto. Uragano Gustav a parte, si parlava soltanto di lei. E Barack Obama? Sparito di scena. Del suo discorso davanti a 80mila spettatori la gente ha già perso memoria, come testimoniano i sondaggi. Secondo l’istituto più autorevole, Rasmussen, la nomina di Palin come vice ha consentito a McCain di recuperare un punto percentuale sul candidato democratico, che ora condurrebbe 47 a 44 per cento. Per Zogby, il repubblicano sarebbe addirittura in testa di due punti, 47 a 45. Entrambi concordano su un punto: la governatrice dell’Alaska, Palin, ha elettrizzato l’elettorato conservatore, spazzando via le tante remore della destra repubblicana e di quella evangelica-sociale sul conto di McCain.
Sui blog, l’entusiasmo dilaga e contagia la convention repubblicana di St. Paul che, a causa della situazione a New Orleans (il ticket McCain-Palin si è recato ieri in Mississippi a supervisionare i preparativi d’emergenza in vista dell’arrivo dell’uragano) inizierà oggi ma in versione ridotta. Improvvisamente tutti vogliono esserci, tutti offrono il loro aiuto; il centralino è sommerso dalle telefonate, mentre il comitato di McCain annuncia un’impennata delle donazioni on line: 7 milioni di dollari in 48 ore.
Sarah piace alle donne, ovviamente. Persino a una femminista come la scrittrice Camille Paglia, secondo cui il suo intervento televisivo di venerdì «rappresenta il miglior discorso mai pronunciato da una politica americana». Chissà come è contenta Hillary e, soprattutto, chissà come reagiranno le sue sostenitrici. Non tanto le fedelissime che, essendo favorevoli all’aborto, mai potranno votare per una candidata che invece è una ferrea sostenitrice del diritto alla vita; quanto le simpatizzanti, moderate o non affiliate al partito democratico, che alle primarie avevano appoggiato la Clinton per solidarietà femminile, per vedere realizzato il sogno di una donna alla Casa Bianca.
La governatrice dell’Alaska diventa automaticamente la loro candidata, forse ancor più seducente dell’ex First lady, perché molte americane possono identificarsi in lei. È madre di cinque figli, ma non ha rinunciato al lavoro né alla bellezza né alla femminilità grazie a un marito che la sostiene, pur non essendo sottomesso né svilito nel proprio ruolo (guadagna quasi centomila dollari all’anno ed è campione di motoslitta). Se sua moglie Sarah conquisterà la vicepresidenza degli Stati Uniti al fianco di John McCain, ha detto il marito Todd, lui dovrà rinunciare probabilmente ad alcune delle sue più grandi passioni: la pesca nelle acque dell’Artico, ma soprattutto le gare di motoslitta.
Sarah è conservatrice e al contempo straordinariamente moderna. In più è simpatica ed energica, come piace da queste parti. Venerdì in televisione aveva un piglio degno di Julia Roberts nel film dedicato a Erin Brokovich, l’eroina che, sola contro tutti, smaschera le malefatte di una potente azienda.
Il profilo di donna anti-establishment, d’altronde, le si addice. In Alaska è popolarissima e qualche anno fa non esitò a varare una dura legge anti-corruzione contro il proprio partito. Insomma, l’effetto Palin potrebbe durare a lungo. A destra la missione è già compiuta. «Quando ho saputo la notizia mi è mancato il fiato dalla gioia», racconta un’attivista del movimento antiabortista Americani Uniti per la Vita. «Era da tempo che non piangevo tanto», rilancia su Internet una quarantenne evangelica. Sarah è la candidata dei gruppi cristiani e ora McCain può contare sulla loro mobilitazione, che quattro anni fa risultò decisiva nel duello Bush-Kerry.
La Palin ama cacciare e questo piacerà a molti elettori in Stati come l’Ohio e la Pennsylvania e, ovviamente, Sarah ama sparare. Si è sempre battuta contro qualunque limitazione alla vendita e all’uso delle armi, garantita dal Secondo emendamento. La fotografia che la ritrae in un poligono mentre spara con fucile d’assalto Ar-15 spopola su Internet. La Nfa, l’influente lobby delle armi, apprezza e porta in dono oltre quattro milioni di voti.