La «Volante rossa» culla delle Br nel Pci

Narro come nacquero le Brigate rosse e cosa accadde nel lontano 1948. Dal 5 al 10 gennaio 1948 si svolsero a Milano le sedute pubbliche del IV Congresso del Pci. Il servizio d’ordine che proteggeva a vista, sorvegliava e bloccava l’accesso al palco dei dirigenti nazionali e dei delegati stranieri, era assicurato da una cinquantina d’uomini armati in divisa militare con giubbotto di pelle marrone, dai bordi profilati con lana di pecora. Sulla manica destra, cucito con cura, recavano un triangolo di stoffa con la scritta bene in evidenza «Volante rossa». Alcuni esibivano sul petto una medaglia lucida di ferro sospesa ad un nastrino rosso. Da un lato vi erano foglie di quercia in rilievo che sovrastavano la dicitura «Brigata d’assalto»; dall’altro lato vi era in primo piano una figura che imbracciava e mirava con il fucile. Gli uomini si spostavano, in genere, tutti assieme, viaggiando su alcuni camion Dodge, già trafugati alla V armata americana, ottenuti con un «esproprio proletario» ed inalberavano una propria bandiera: un vistoso drappo rosso con la frangia d’oro sulla quale era ricamata una minacciosa bomba a mano. A volte, nelle rare occasioni di parata in pubblico per le strade della città, cantavano una marcia d’origine russa adattata con parole italiane: «Volante rossa pattuglia di sangue, nelle tue file si vince o si muor». Alla fine della mattinata del 5 gennaio 1948 Togliatti fu avvicinato da uno degli uomini della Volante rossa che gli mise sotto gli occhi un tesserino rosso, rettangolare, contenente la riproduzione del disegno cucito sulla manica, e gli chiese di firmarlo con un autografo. Il tesserino recava una scritta con timbro ad inchiostro: «Firmato, il comandante tenente Alvaro». Togliatti, dopo aver sbirciato il documento, replicò con durezza: «No. Questo non lo firmo».
A Lambrate aveva collocato la sua sede, in via Conte Rosso numero 25, il primo gruppo della Volante rossa formata da partigiani appartenenti alla 85ª brigata comunista Garibaldi Valgrande Martire. Proprio a Lambrate aveva sede la fabbrica Bezzi dove il tenente Alvaro, ossia Giulio Piaggio, elettrotecnico, già comandante della 118ª brigata Garibaldi e ora nella Volante rossa, frequentava un corso di disegnatore, venne assunto e ottenne l’esonero dal servizio militare come elemento insostituibile per la produzione. Nell’agosto del 1945 si ebbe notizia di una prima esecuzione che la magistratura attribuì, senza procedere, alla Volante rossa. Rosa Bianca Sciaccaluga e sua figlia Liliana, note come fasciste fanatiche, vennero trovate uccise da un colpo di revolver in pieno viso nello stagno della cava Gaslini a pochi metri dal cimitero di Corsico. Sono le prime tracce delle Brigate rosse.