Al volante sicuri e senza multe Regole (e rimedi) da conoscere

Nei casi più gravi, la sanzione può arrivare fino a seimila euro, la patente può essere sospesa fino a due anni e, se c'è una condanna, si può subire pure la confisca dell'auto. Ma anche superando di poco il limite di tasso alcolico consentito - in Italia fissato dal settembre del 2008 a 0,5 grammi per ogni litro di sangue - risultare «positivi» alla prova del palloncino è comunque una bella grana: la multa minima è di 500 euro, più dieci punti della patente che vanno via.
Non che nel resto d'Europa siano in vigore regole più morbide: lo stesso limite vige in quasi tutti i Paesi, dal Portogallo, alla Grecia, dalla Spagna alla Finlandia, passando per Germania e Francia. In Svezia, Norvegia, Polonia ed Estonia la soglia alcolemica consentita si abbassa a 0,2 grammi.
Hanno scelto la tolleranza zero all'alcol per chi si mette al volante Ungheria, Slovacchia, Romania, Repubblica Ceca ed Estonia: qui il tasso consentito è di 0,00 grammi. Non si beve e basta. Poco sopra la Russia, con un tasso alcolemico di 0,03 grammi. Più morbidi nel Regno Unito: il limite è di 08, grammi per litro di sangue. «Ma lì fanno molti più controlli che da noi», spiega Giordano Biserni, presidente di Asaps, l'Associazione dei Sostenitori e Amici della Polizia Stradale.
Anche le sanzioni nella maggior parte dei Paesi europei sono abbastanza uniformi: in Francia un'ammenda da 135 a 4500 euro a seconda del tasso per cui si eccede, decurtazione di almeno sei punti dalla patente, nei casi più gravi si rischia fino a due anni di detenzione. La patente viene sospesa fino ad un massimo di tre anni e in alcuni casi è previsto l'obbligo di compiere a proprie spese uno stage rieducativo. In Germania, oltre alla perdita di quattro punti dalla patente e alla sanzione pecuniaria, chi provoca danni a cose o persone e risulta positivo al test rischia fino a cinque anni di carcere. Un po' più morbidi in Spagna, dove oltre alla multa (da 300 a 600 euro) e ai punti della patente, quando l'eccesso di alcol va oltre 1,2 grammi si rischia fino a sei mesi di carcere, commutabili con il pagamento di un'ulteriore e più salata sanzione e con lo svolgimento di almeno due mesi di attività socialmente utili. In Gran Bretagna la multa può arrivare a 5mila sterline, più sei mesi di detenzione.
Eppure in Italia dopo l'introduzione della norma le polemiche non sono mancate. In molti sostengono che il limite sia troppo basso: la convinzione diffusa è che non si possa bere neanche un bicchiere di vino.
«Non è vero - afferma Biserni -, io stesso ho fatto una prova: una sera, a cena, ho bevuto 250 millilitri di vino Sangiovese, cioè all'incirca due bicchieri, e dopo un'ora risultava che avevo 0,09 grammi di alcol, parecchio al di sotto della soglia-limite. Poi, certo, se uno, a digiuno, beve più di due bicchieri di vino e pesa solo 60 chili, il discorso è diverso». Perché, spiega ancora Biserni, quell'altro luogo comune, per cui i risultati del test del “palloncino“ dipendano anche dal peso e dal sesso, contiene invece una parte di verità: «Le reazioni possono cambiare a seconda del peso, e in generale le donne tendono ad avere valori più alti a parità, diciamo, di bicchiere di vino.
Ma oggi tutti hanno la possibilità di controllare, prima di mettersi alla guida, se hanno alzato un po' troppo il gomito.
Nei locali che stanno aperti oltre le 24.00 vige l'obbligo di tenere, oltre alle classiche tabelle dei valori alcolemici, anche un «precursore», cioè una sorta di etilometro simile a quelli in dotazione alle forze dell'ordine. In alcune discoteche, però, sono a pagamento: qualche centesimo, magari un euro, per verificare se ci si può mettere alla guida.
«È una scelta a discrezione del gestore del locale se far pagare o meno: a me personalmente sembra una speculazione ingiusta», dice Biserni.
Ci sono anche altri sistemi. Si può scegliere di acquistare un proprio etilometro e di portarselo sempre in auto. I prezzi però oscillano dai 35 ai 60 euro. Oppure si può optare per l'utilizzo di quelli usa e getta presenti, da poco, nei distributori automatici di alcune stazioni di servizio. Nelle Eni station, ad esempio, se ne può acquistare uno al prezzo di due euro, in cui è compresa anche una card che dà diritto ad una bevanda dissetante. Analcolica, ovviamente.