Volantini anonimi per insultare Berlusconi

Volantini di carattere diffamatorio verso Forza Italia e il suo presidente Silvio Berlusconi diffusi da sconosciuti in alcuni palazzi di via Amarena, nel popoloso quartiere di Marassi: la denuncia arriva da Matteo Filipas, consigliere della circoscrizione Bassa Valbisagno, che tuona in particolare contro lo stravolgimento della realtà contenuto nei messaggi. «Oltre tutto - spiega Filipas - i volantini sono stati compilati in forma di comunicazione da parte del premier, con tanto di firma autografa riprodotta in calce. Un vero e proprio inganno per i cittadini, in particolare gli anziani, indotti a credere a una iniziativa concordata col governo che in questi anni avrebbe agito esclusivamente per aumentare il patrimonio personale di Berlusconi». Non si ferma davanti a nulla, insiste il consigliere di Forza Italia della Valbisagno, «il tentativo di danneggiare l’avversario politico, ben al di là dell’affermazione dei rispettivi programmi. Non si può accettare in alcun modo - conclude Filipas - che il confronto delle idee e dei programmi, anche il più aspro e il più feroce, possa trascendere il limite della verità e dell’attribuzione di false affermazioni a terze persone». I volantini «abbandonati» nei giorni scorsi a Marassi sono già conosciuti da tempo agli utilizzatori di internet e della posta elettronica, visto che circolano regolarmente in rete senza che si riesca a identificare la fonte. Un episodio per certi versi analogo viene segnalato da Giovanni Siri, del Comitato elettorale nazionale di Forza Italia «Motore azzurro», a proposito di quanto riportato nel periodico «Cogoleto News 2000». Siri lamenta che il numero di febbraio della rivista riporti «un intervento denigratorio contro Berlusconi che costituisce un autentico processo contro il presidente del Consiglio», indicato come il peggiore dei governanti: «Il testo dimostra l’accanimento politico nei confronti del centro destra e di Forza Italia, e offende i tantissimi elettori azzurri. Ma questi ultimi sapranno premiare - conclude Siri - chi pensa e lavora per e non contro qualcuno».