Volantino delle Br dopo il corteo a Villa Ada

«Sparare per vivere, vivere per sparare»; al centro una P38 (la pistola simbolo del terrorismo rosso durante «gli anni di piombo»); sotto, la stella a cinque punte delle Brigate rosse e la scritta «nulla è finito». E forse è proprio quest’ultimo il monito che suggerisce il ritrovamento, domenica all’alba, del volantino appena descritto su un segnale stradale a piazza Novella, lì dove sabato scorso si era fermato il corteo organizzato dalla sinistra antagonista dopo l’aggressione «fascista» a Villa Ada del 28 giugno. E «nulla è finito» è la stessa firma che compare sul sito del «Soccorso rosso internazionale» in ricordo di Mario Galesi, uno dei leader delle nuove Br morto nel 2006 durante uno scontro a fuoco con le forze dell’ordine.
Ma il bollettino in stile anni ’70 delle ultime 72 ore non si esaurisce qui: sempre nella notte tra sabato e domenica la sede di An e Azione giovani in via di Tor Pignattara, è stata imbrattata di scritte: falci e martello con spray rosso sulla serranda della sede, manifesti attaccati nei muri vicini dai contenuti eloquenti («meno morti sul lavoro, più fascisti morti»), il tutto firmato dalla sigla «Laboratorio rivoluzionario gatto selvaggio falce e martello». La notte scorsa infine, una bomba carta nascosta in una busta della spazzatura è stata lanciata contro la porta d’ingresso del circolo di Forza Italia di via Ansaldo, alla Garbatella, frantumandone il vetro di sicurezza. «Si è sentito un forte boato - racconta il responsabile azzurro e consigliere in XI Municipio, Maurizio Buonincontro - che ha spaventato gli abitanti della zona. Dall’apertura del circolo, sei anni fa, la nostra sede è stata ripetutamente presa di mira».
Si tratta di episodi che proiettano una luce oscura sulla manifestazione di sabato al quartiere Trieste-Salario. Un corteo finito senza incidenti ma vissuto in un clima di forte tensione: i cori «dieci, cento, mille Acca Larentia» e tutti gli altri contro «i fasci»; le scritte con i simboli dell’anarchia o quella «dieci, cento, mille Nassirya». E probabilmente la locandina Br ha fatto la sua comparsa proprio nel momento più «caldo» del pomeriggio, quando durante il passaggio del serpentone a piazza Novella - nel punto più vicino alla super-blindata piazza Vescovio, dove cento militanti di Forza Nuova stazionavano fuori dalla sezione di via Montebuono - erano stati accesi fumogeni rossi e qualcuno aveva tentato di uscire dai ranghi. In serata è arrivato il commento sulla vicenda del sindaco Veltroni, «reo» secondo i manifestanti di «aver messo sullo stesso piano fascismo e antifascismo»: «Il volantino inneggiante alle Br è espressione di una simbologia che ha portato solo male e dolore. Roma ha già pagato al terrorismo un prezzo terribile e condanna e respinge con forza e sdegno quanti tentano di rievocare questo passato».