Volare, asta bis: nuove offerte entro il 15 gennaio

Il ministero riapre i termini per valorizzare al massimo la compagnia in vendita. Favorite in questa fase Alitalia e Air One

Paolo Stefanato

da Milano

Slitta al 15 gennaio la cessione di Volare. Dopo l’apertura delle cinque buste giunte mercoledì al commissario straordinario Carlo Rinaldini, ieri si è riunita la Commissione di sorveglianza sulla legge Marzano che disciplina le procedure per le grandi imprese in stato di insolvenza. Ma nel pomeriggio è stata formalizzata al commissario, da parte del ministero delle Attività produttive, la richiesta di riaprire i termini, con un’asta suppletiva tesa a massimizzare il risultato economico della gara. Tale possibilità era contenuta, ovviamente, nel bando. Formalmente tutti e cinque i concorrenti - Alitalia, Air One, Miro Radici Textile & Energy, Meridiana-Eurofly e Wind Jet - saranno invitati a riformulare un’offerta, anche se tra tutte - secondo indiscrezioni - si sono distinte due offerte, quella di Alitalia e quella di Air One, che allo stato appaiono dunque le favorite.
Alitalia, secondo indiscrezioni, avrebbe offerto tra i 35 e 38 milioni di euro (ma non rilancerà) e il riassorbimento, a regime, dei dipendenti in cassa integrazione; la cosa non ha mancato di suscitare ieri perplessità e polemiche, soprattutto di fonte sindacale. Il piano industriale presentato dalla compagnia del Tesoro, secondo quanto trapelato, intende «snellire» il traffico nazionale aggiuntivo da Linate in una logica di low cost, valorizzando al tempo stesso il lungo raggio da Malpensa grazie ai diritti di linea che appartengono ad Air Europe (Mauritius, Cuba). Air One avrebbe offerto 29 milioni, sempre con il riassorbimento del personale, prevedendo l’integrazione delle nuove rotte nel proprio network. Sia nel primo, sia nel secondo caso non è chiaro che fine farebbe l’attività charter di Air Europe; ma è possibile, conclusa la gara, l’apertura di una successiva di razionalizzazione. In questo senso, infatti, si era espresso recentemente Lupo Rattazzi, presidente di Neos, la compagnia aerea del gruppo turistico Alpitour (Ifil), che aveva presentato una manifestazione d’interesse per Volare cui non è poi seguita un’offerta vincolante. «Aspettiamo - aveva spiegato in sostanza Rattazzi -; se il soggetto che vincerà la gara sarà disposto a cedere il ramo charter, noi saremo disponibili ad acquistarlo». Approccio identico nella sostanza, ma diverso nella forma, da quello di un’altra compagnia charter, Eurofly, che invece ha presentato un’offerta congiunta con Meridiana proprio in un’ottica di spartizione: a quest’ultima la linea, a Eurofly l’attività turistica di Air Europe. L’offerta della cordata Radici, della quale fanno parte anche Antonello Isabella (uno dei fondatori di Air Europe), e Andrea Molinari (che è stato amministratore delegato di Lauda Air e della stessa Volare) si è invece focalizzata sugli investimenti (33 milioni in 12-18 mesi), mentre per l’acquisto avrebbe proposto un «gettone» di 100mila euro.