«Volete fare le veline?» E le fotografava nude

Le avvicinava all’uscita di scuola con la promessa di una carriera nel mondo della moda e dello spettacolo. «Vi faccio diventare veline», diceva loro mostrando book fotografici di stelline del cinema e della televisione. Ovviamente realizzati da fotografi veri. «Vedete queste? Le ho scattate io quando non le conosceva ancora nessuno», spiegava per convincere le vittime a seguirlo fino a casa sua . Le aveva pensate proprio tutte Marco D.T., 42 anni, autista di scuola bus di Ostia con la passione per le ragazzine dagli 11 ai 13 anni. Meglio se in topless, coperte da microscopici perizoma o, addirittura, come mamma le ha fatte. Nessuna richiesta di soldi o altro: a lui bastava immortalare le prede seminude e in atteggiamenti che poco lasciavano all’immaginazione. E per rassicurare le teenager sulle sue «buone» intenzioni, gli inviti erano quasi sempre di gruppo: tre o quattro ragazze alla volta, tanto da ottenere fiducia a piene mani.
La cosa, però, circolava da tempo alla scuola media statale Giuseppe Parini di via della Azzorre, tanto da arrivare persino alle orecchie dei carabinieri. In particolare sono stati i compagni delle aspiranti modelle, ingelositi, a mettere in allarme genitori e insegnanti, fino a quando una precisa segnalazione è arrivata alla caserma di via Zambrini. È bastato pedinare l’insospettabile autista fino alla sua abitazione, in via della Martinica, per coglierlo con le mani nel sacco. Ovvero davanti a uno dei suoi pc zeppi di immagini a dir poco osé. La camera da letto e il bagno le location improvvisate. Una fotocamera digitale, di tipo dozzinale, la sua «arma» per immortalare le ragazzine senza vestiti.
L'irruzione in casa serve soprattutto per sequestrare materiale giudicato «interessante» dagli stessi militari che lo spediscono al Ris di Roma, il Reparto scientifico dei carabinieri, per gli accertamenti del caso. Agli esperti informatici dell'Arma il compito di catalogare il materiale contenuto negli hard disk e compararlo con le foto già stampate dal sedicente talent scout. Tutta roba pronta per finire in calendari per camionisti e siti specializzati. «Il soggetto è stato denunciato a piede libero - precisa il colonnello Giuseppe Canio La Gala, comandante del Gruppo Ostia -, in quanto non ci sono elementi per ipotizzare estorsioni o violenza sulle giovani. Ma l’inchiesta non è conclusa». Da stabilire in quali canali finissero le pedo-pornofotografie ottenute con l’inganno e la promessa di entrare nel mondo del cinema. La notizia ha creato allarme fra i genitori dei giovani alunni. «Siamo sconvolti - spiega Annamaria, madre di due ragazzi della Parini e membro del consiglio d’istituto -. Non è possibile che questo personaggio sia potuto arrivare fin qui senza essere notato. Speriamo che gli inquirenti facciano piena luce su questa vicenda e riescano a togliere dalla circolazione queste foto. La denuncia? Troppo poco».
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