Voleva far innamorare una ragazza Ha conquistato tutto il Giappone

Il libro scritto con le e-mail della caccia alla fanciulla ha venduto un milione di copie in 8 mesi. Il fumetto è arrivato a quota 500mila

Giuseppe de Bellis

L’uomo treno viaggia in Ferrari. L’uomo treno è nessuno e tutti. È il Giappone che naviga sul web e s’è appassionato a una storia, ha scritto, s’è scambiato informazioni, l’ha vissuta, l’ha raccontata come se fosse la storia di ognuno. E oggi si divide i soldi. L’uomo treno è Densha Otoko: è una chat diventata un romanzo con un milione di copie vendute, poi un fumetto con 500mila lettori, un film per il cinema che in quattro giorni è stato visto da 270mila persone. È un fenomeno. Forse è il futuro. Il futuro di una paese che vive più dentro un computer che nel mondo.
L’uomo del treno è Nakano Hitori, un nome che non c’è e per questo è di tutti. È lui che vive in 364 pagine di un libro: Densha Otoko - The story of the train man who fell in love with the girl, Hermes. Sono le e-mail e messaggi inviati da centinaia di anonimi fruitori di uno dei maggiori siti internet giapponesi di chat, scambio di messaggi e di diari, «Channel2», dopo che uno di loro aveva confessato in rete di essersi innamorato di una ragazza, seduta al suo fianco una sera in treno e da lui protetta dalle molestie di un ubriaco: «Vorrei invitarla a uscire con me, ma non so come fare. Sono un autorecluso in casa, senza esperienze di ragazze. Aiutatemi», l'Sos dell'anonimo protagonista che si inventa strada facendo il nome di Densha Otoko. E il grido di aiuto scatena la corsa collettiva, piena di incidenti di percorso e di consigli sbagliati, verso la conquista dell’anomima ragazza, ribattezzata Hermes, dal nome della celebre griffe francese.
Nel film, Hermes è Miki Nakatani, celebre attrice, che fa la parte della bella ragazza, ultranormale e quasi tradizionale. L’Uomo del treno è Takayuki Yamada, quasi un esordiente, che impersona il tipico «Otaku», uno dei tre milioni di appassionati maniaci di videogames, manga, cartoni animati e idoli virtuali che si chiudono in casa a trasmettere in rete informazioni, notizie e tendenze e mode sulle loro passioni e problemi. «L’unica condizione che abbiamo posto a tutti i diversi media che ci hanno contattato per poter riprodurre a modo loro il romanzo è il rispetto della storia originale e del carattere dei due protagonisti», ha detto la redattrice del romanzo collettivo Hiroko Gunji, della casa editrice Shinchosha, titolare dei diritti di autore. «Credo che il motivo del boom in ogni forma mediatica di questa storia nata nel magma collettivo di internet - spiega il critico Bunken Yamaguchi - sia duplice: ci si aspetterebbe che il giovane otaku autorecluso in casa, si innamori di una donna virtuale e immaginaria, invece prende una cotta per una ragazza reale. E la donna che fa scattare in lui la molla dell'interesse per il mondo reale non è una ragazza alternativa, ma una donna normale, addirittura tradizionale. In altre parole, dall'altra parte del mondo virtuale del web, c'è il mondo dell'amore che tutti già conoscono. Da questo incontro-scontro credo nasca l'attrazione irresistibile per l'Uomo treno, e del suo moltiplicarsi contemporaneo in più versioni mediatiche».
Non piace a tutti Densha Otoko. Non piace a tutti neppure in Giappone. Quando uscì in libreria lo scorso ottobre si disse che si trattava di una finzione letteraria costruita a tavolino da un buon scrittore celatosi anonimato. A giudicare però dal boom che prosegue al cinema, in tv, a teatro e sui manga, forse si stanno ricredendo anche i critici. Ora cominciano tutti a ripensare alle parole della curatrice del romanzo: «Densha Otoko non è assolutamente una fiction. Dopo aver letto le e-mail a una a una, mi sono resa conto che c'era dentro una vicenda appassionante, con un forte messaggio di vita e amore. L’ha resa possibile l’anonimato di internet che ha consentito a giovani, chiusi nel loro mondo di incomunicabilità, di aprirsi senza remore e riserve mentali. È lo stesso meccanismo reale, ma con esito capovolto, che porta altri in Giappone a incontrarsi per suicidarsi in gruppo. Mi è sembrato importante dare voce a chi lo fa per vivere e aprirsi all’amore. Ho incontrato Densha Otoko in carne ed ossa e vive ora felice con la sua Hermes».