Volevano licenziarlo: operaio ammazza otto colleghi e poi si uccide

Un dipendente, fuori di se all'idea d'essere licenziato ha scelto la via della vendetta sparando sui colleghi del magazzino di distribuzione della birra di Manchester in Connecticut, conservando l'ultimo colpo per se stesso. Omar Thornton, 34 anni, ha messo fine alla sua disperazione sparandosi un colpo alla testa quando, ormai braccato dalla polizia, stava per essere arrestato.
Il bilancio della sparatoria è di nove morti, compreso il Thornton un afro americano che non aveva mai legato con i colleghi che, a suo dire, lo prendevano in giro perche' via del colore della pelle.
Al momento dell'assalto, le 7 di mattina (le 13 in Italia) davanti alla Harford Distributor, un' azienda a conduzione famigliare con circa 150 dipendenti, c'erano una cinquantina di persone. Alcune avevano finito il turno di notte, altre stavano per iniziare quello della mattina. Omar Thornton era stato assunto come autista. Secondo la ricostruzione dei fatti, in mattinata avrebbe dovuto incontrare nei locali del magazzino un delegato dei sindacati per via di un'azione disciplinare cui era stato fatto oggetto. Secondo alcune voci Thornton era accusato d'aver rubato della merce. Fra le vittime della sparatoria c'e anche il sindacalista Bryan Cirigliano, 51 anni, incaricato di patteggiare per Thornton la severità dell'azione disciplinare che in ultima analisti avrebbe potuto comportare il licenziamento. Fra le vittime che stanno recuperando in ospedale c'è il vicepresidente Steve Hollander, membro della famiglia proprietaria del magazzino della birra, che e' stato raggiunto da un colpo di striscio al collo. Fra coloro che sono deceduti in ospedale c'è Victor James, 60 anni, padre di due ragazze e nonno di 4 bambini con i quali contava di passare il proprio tempo dal prossimo settembre quando sarebbe andato in pensione dopo 30 anni di servizio come autista.
L'arma usata è un fucile semautomatico calibro 223. Thornton avrebbe cominciato a sparare davanti all' edificio situato al 131 di Chapel Road, poi con passo sicuro, mentre attorno a lui inziava un fuggi fuggi generale, è entrato nel magazzino dove ha atterrato a bruciapelo cinque persone prima di rivolgere l' arma contro se stesso.
Dopo aver perquisito stanza per stanza i locali del magazzino la polizia ha trovato infatti l'aggressore ormai cadavere asseragliato in un ufficio. Più difficile e' stato il compito di radunare i dipendenti della Harford Distribution che in preda al panico si erano dati letteralemente alla macchia alcuni addirittura saltando fuori dalle finestre.
Il bosco che confina col magazzino era infatti popolato di gente ventre a terra che morta di paura non ne voleva sapere di uscire alla scoperto. Ci sono volute gli altoparlanti della polizia per convincere i fuggiaschi che l' incubo era finito e che tutto era rientrato nella norma.
John Hollis, un sindacalista in pensione che è accorso nell' auditorium del liceo di Manchester dove la polizia ha convogliato le famiglie dei dipendenti feriti, ha spiegato che Omar Thornton ha scelto probabilmente con cura l' ora della vendetta. «Alle sette di mattina - ha rivelato - e' l' ora in cui ci sono più persone nel magazzino perche' chi finisce il terzo turno spesso si ferma per fare qualche pratica e ci sono anche già tutti gli impiegati».
Le vittime sono state trasportate all'Hartford Hospital. «È una tragedia di inimmaginabili proporzioni - ha commentato il sindaco di Manchester Luois Spadaccini in visita ai feriti - stiamo tutti pregando per le vittime e per una pronta guarigione dei feriti»