«Volevo compiere un attacco suicida nelle città italiane»

da Catanzaro

Un immigrato clandestino detenuto nel carcere di Paola (Cosenza) ha detto di essere venuto in Italia per farsi esplodere in una grande città del nostro Paese. Secondo il Quotidiano della Calabria di ieri, l’uomo ha fatto questa rivelazione alla Digos di Cosenza e ai magistrati della Procura di Paola e della Dda di Catanzaro, che hanno avviato indagini per accertarne la fondatezza.
La polizia avrebbe arrestato il presunto kamikaze, proveniente da uno Stato dell’Africa nord-occidentale, per un reato minore. Poi, dal carcere, avrebbe contattato spontaneamente gli investigatori, rivelando tutti gli aspetti ed i particolari del piano, compresa l’indicazione della città in cui avrebbe dovuto compiere la strage. Il maghrebino sarebbe sbarcato in Calabria con la complicità di alcuni militanti islamici presenti della provincia di Cosenza.
«Prendiamo in considerazione qualsiasi spunto investigativo ci sia fornito», ha dichiarato Salvatore Murone, titolare dell’inchiesta e responsabile del pool antiterrorismo della Procura di Catanzaro. Il magistrato non ha però voluto entrare nel merito della vicenda, preferendo un discorso di carattere generale sulla situazione del terrorismo islamico in Calabria: «Dalle notizie che ci giungono dai servizi di polizia giudiziaria emerge che la Calabria non è tra i possibili obiettivi. La regione può essere un territorio di passaggio. In ogni caso, la Digos e i Ros seguono con attenzione qualsiasi spunto investigativo, ma al momento la situazione, in base alle notizie che ci sono fornite, è sotto controllo». La Digos di Cosenza ha già controllato extracomunitari abitanti sulla costa tirrenica cosentina e cerca moschee clandestine nella zona. Le indagini sono coperte dal segreto istruttorio.