Voli nel caos: Lufthansa sventa lo sciopero record dei piloti

É durato un solo giorno, anzichè quattro, lo sciopero dei piloti di Lufthansa. Dopo un estremo tentativo, domenica sera, di scongiurare l’astensione di oltre 4mila comandanti e ufficiali, ieri il 47% dei voli della compagnia (e di Lufthansa Cargo e della low cost Germanwings) è stato cancellato. Parallelamente, i vertici presentavano un’istanza al tribunale del lavoro di Francoforte chiedendo che venisse intimato ai dipendenti di bloccare l’astensione. Su semplice esortazione del giudice, le parti hanno trovato in serata un primo accordo: i piloti sono tornati al lavoro a mezzanotte e l’agitazione resta sospesa fino all’8 marzo, per permettere di raggiungere un’intesa su temi regolamentari e salariali.
Ieri sono stati effettuati, stando all’azienda, 960 voli rispetto ai 1.800 normalmente in programma ogni giorno, i passeggeri vittime dei disagi oltre 10mila. I danni calcolati da Lufthansa si aggirano sui 25 milioni di euro.
Le motivazioni dello sciopero sono di ordine salariale ma soprattutto contrattuale: i piloti puntano a difendere il lavoro e le normative «made in Germany», dal rischio, reale in un grande gruppo internazionale, che assunzioni e regole vengano fatte altrove. Va detto, in ogni caso, che uno sciopero a febbraio è più facile da gestire e non ha lo stesso impatto sui conti e sull’immagine rispetto a un’agitazione proclamata in alta stagione: in questi giorni la compagnia ha riorganizzato tutto il proprio operativo, nell’intento di ridurre al minimo le conseguenze per la clientela e di ricercare la massima efficienza economica. Il traffico è stato consolidato per riempire meglio gli aerei, che normalmente in questo mese non volano pieni: è stato effettuato il 90% dei voli riprogrammati.
La «conglomerata» Lufthansa è ciò che fa paura ai piloti tedeschi. Sembra strano a dirsi per una compagnia aerea, che per definizione non è una fabbrica manifatturiera, ma si teme la delocalizzazione come in qualunque gruppo industriale. In questi anni infatti il vettore tedesco ha conquistato il primato in Europa, superando Air France, grazie a un’intensa opera di acquisizioni: Swiss, Austrian Airlines, la belga Brussels, la britannica British Midland; nel nostro Paese è stata creata Lufthansa Italia, compagnia basata a Malpensa. Il timore dei sindacati è che le nuove assunzioni vengano fatte nelle varie controllate, piuttosto che nelle casa madre, per ottenere delle condizioni più vantaggiose, o che personale della capogruppo venga utilizzato altrove senza riconoscimenti economici. La compagnia comunque respinge queste tesi: «Non sono stati spostati posti di lavoro - ha affermato il vice presidente di Lufthansa, Christofer Franz -. Non sono stati licenziati piloti e non sono previsti piani di tagli».
Oggi i cieli europei saranno messi in difficoltà da un’agitazione dei controllori di volo francesi, i quali temono ripercussioni dall’integrazione continentale dei servizi di volo. Prevista la cancellazione del 25% dei voli al Charles de Gaulle e del 50% a Orly. E anche il personale di volo di British Airways è sul piede di guerra.