Voli di Stato, il pm smonta il caso: "Archiviare"

Richiesta di archiviazione per Berlusconi e atti al tribunale dei ministri: è questa la
decisione presa dalla procura di Roma in relazione ai voli di Stato di cui
si sono serviti ospiti del premier nel 2008. La motivazione: "Per ogni volo era
presente una persona titolata a usufruire del collegamento
aereo"

Roma - Richiesta di archiviazione per il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, e atti al tribunale dei ministri. La procura di Roma ha trasmesso gli atti al tribunale dei ministri sul premier, con richiesta di archiviazione, in relazione ai voli di Stato (almeo sei) di cui si sono serviti ospiti e amici del premier nel 2008 per raggiungere Villa Certosa.

La decisione della procura Il procuratore Giovanni Ferrara e i pm Giuseppe Saieva, Ilaria Calò e Simona Maisto hanno giustificato la richiesta ritenendo che "per ogni volo era presente una persona titolata a usufruire del collegamento aereo". Alla base della richiesta di archiviazione inoltrata dalla procura, che aveva iscritto Berlusconi sul registro degli indagati per abuso d’ufficio, ci sono i precedenti giurisprudenziali della Cassazione secondo cui non è rilevante penalmente nè dal punto di vista contabile dare passaggi a soggetti non istituzionali su voli di Stato in presenza di rappresentanti delle istituzioni.

I pm: "Nessuno ha viaggiato senza il premier" "Non sono emersi casi di soggetti estranei che hanno viaggiato in assenza del presidente", hanno osservato i pm romani sottolineando l’"insussistenza" dell’accusa di abuso d’ufficio per cui è indagato Berlusconi. Ma i magistrati si sono anche soffermati sull’ipotesi di reato di peculato, non attribuita al premier, ritenendola parimenti insussistente. Osservando che nessun passeggero ha viaggiato "in assenza del presidente" i magistrati, sul punto, sottolineano che sulla base di una sentenza della Cassazione del 2007, non si è in presenza nemmeno, oltre che di "un danno, di un vantaggio patrimoniale apprezzabile" così come impone la fattispecie disciplinata dall’articolo 314 del codice penale (peculato). In sostanza quando il presidente Berlusconi ha offerto un passaggio sui voli di Stato a "manifesti passeggeri" non ha provocato alcun danno patrimoniale.

Un principio già applicato Il principio applicato per la richiesta di archiviazione riguardante l’inchiesta sui voli di Stato, è lo stesso che in pratica è stato applicato nei confronti degli ex ministri Francesco Rutelli e Clemente Mastella, che erano finiti sotto indagine per aver utilizzato un velivolo militare per andare al gran premio di Monza di formula uno con ospiti al seguito. Insomma se il viaggio è già programmato e a bordo dell’aereo c’è l’autorità, non può essere contestato alcun reato. Nè l’abuso d’ufficio e nemmeno il peculato.

Il Codacons promette guerra Il Codacons presenterà domani opposizione al tribunale dei ministri relativamente alla richiesta di archiviazione degli atti sui voli di Stato per Silvio Berlusconi formulata dalla Procura di Roma. "Domani stesso - spiega il presidente Codacons, Carlo Rienzi - depositeremo al Tribunale dei Ministri una memoria per dimostrare come vi siano comunque costi per l’erario determinati dalla presenza di soggetti estranei alle delegazioni sui voli di Stato. Costi legati sia alla necessità di scegliere aerei di dimensioni maggiori, sia all’esigenza di un’assicurazione obbligatoria per i trasportati". "Queste circostanze - prosegue Rienzi - non sono mai state prese in considerazione dalla giurisprudenza passata la quale, quindi, può essere modificata".