Volkswagen «cambia» le abitudini

da Wolfsburg

Oltre un milione di automobilisti lo hanno scelto negli ultimi quattro anni, acquistando una vettura del gruppo Volkswagen: è il cambio Dsg, la trasmissione a doppia frizione a sei rapporti che, fino a qualche mese fa, era riservata a modelli ad alte prestazioni (una versione speciale equipaggia addirittura la supercar Bugatti Veyron) di Volkswagen, Audi, Seat e Skoda. Ora, con la versione a sette rapporti, la piacevole esperienza di guidare con questo cambio viene estesa a vetture più attente ai consumi, equipaggiate di propulsori benzina e diesel che non devono superare i 250 Nm di coppia massima e i 135 kW di potenza. In attesa di vederlo sulle future generazioni delle piccole e medie della casa di Wolfsburg, il Dsg 7 viene già montato su due versioni della Golf (seguiranno in tempi brevi le corrispondenti Plus e Variant, e successivamente Touran e Passat): la 1.4 Tsi da 122 cv e la 1.9 Tdi da 105 cv. È la «democratizzazione dell’innovazione», come la chiamano gli uomini della Vw. Eccellente il risultato ottenuto, perché guidare una Golf con il Dsg 7 è un’esperienza entusiasmante, capace di convincere anche i sempre meno numerosi puristi del cambio manuale, soprattutto al volante dell’1.4 Tsi a benzina, versione da prendere in seria considerazione dopo la scomparsa del differenziale tra gasolio e benzina, visto che costa 21.650 euro (allestimento Comfortline), quasi 1.300 in meno rispetto alla Tdi da 105 cv (22.925 euro) in identico allestimento. Impercettibile, con entrambe le motorizzazioni, è il passaggio di marcia, anche nel misto impegnativo, al punto che viene subito voglia di lasciar perdere i comandi sul volante e delegare interamente il compito della cambiata alla trasmissione posizionando la leva su «D».
Scendono sensibilmente i consumi dei due motori abbinati al Dsg 7, e in questo caso è il turbodiesel a fare meglio, con un consumo nel «combinato» di 6 litri per 100 km e un risparmio del 6,3% rispetto alla stessa versione con il cambio manuale.