Volkswagen Golf VI l’icona tedesca con il tocco italiano

Disegnata da de’ Silva, ecco la sesta generazione della berlina: 26 milioni di unità vendute in 34 anni. Sul mercato a novembre

da Reykjavik

«Arriva la nuova Golf, la migliore di tutti i tempi», con queste parole la Volkswagen salutava la nascita della quinta generazione nel 2003. Identico è oggi l’incipit che introduce la Golf VI, una ripetizione sicuramente voluta per sottolineare quanto sia complesso rinnovare «il meglio» e l’orgoglio di esserci riusciti ancora una volta, dopo 26 milioni di unità prodotte in 34 anni di carriera.
«Abbiamo disegnato la Golf con un’architettura nuova, più precisa, perché la Golf è un’icona, una leggenda vivente per tutto il mondo dell’automobile, e una vera Volkswagen: semplice, universale e inconfondibile», parola di Walter de’ Silva, responsabile del design del gruppo Volkswagen che, dopo aver assunto il nuovo incarico, in meno di due anni ha completamente stravolto un progetto ormai definito.
Semplicità e precisione sono le chiavi di lettura dello stile della nuova Golf VI che, al primo sguardo, forse anche per le dimensioni analoghe a quelle del modello precedente (4,20 metri di lunghezza, 1,78 di larghezza e 1,48 di altezza) non appare così nuova. Basta però osservare più attentamente per capire come tutto sia cambiato, dal frontale lineare e pulito dove la funzionalità diventa elemento distintivo alle spalle generose, dalla perfezione degli angoli al magistrale dosaggio di convessità e concavità. Dall’equilibrio delle forme si percepiscono immediatamente l’elevata qualità costruttiva e il comfort, altre due virtù che fanno della Golf VI un nuovo punto di riferimento in un panorama dove per sfondare si fa leva sempre più spesso sugli effetti speciali.
Per meglio contemplare e guidare le nuove Golf, Volkswagen ha scelto l’Islanda, uno scenario unico e magico, fatto di verdi tappeti di licheni appoggiati su una terra nera punteggiata di geyser. Ma anche un’isola dal clima aspro, dove le strade, nastri di asfalto a grana grossa che sembrano portare verso il nulla sono battute da repentine tempeste d’acqua gelida, un banco di prova severo dove la nuova Golf ha dimostrato di muoversi con grande naturalezza, sempre sicura e con quel comfort di categoria superiore su cui i clienti sanno di poter contare.
In ogni condizione di marcia il silenzio a bordo è totale grazie a una particolare pellicola isolante applicata al parabrezza e all’adozione di un nuovo sistema di insonorizzazione delle porte e delle guide dei cristalli. È una dote che si apprezza sino in fondo avvolti da un abitacolo che trasmette qualità in ogni dettaglio, ricco nella dotazione, ma privo di elementi superflui e di acrobazie stilistiche, con comandi e strumenti disegnati e collocati seguendo una rigorosa ergonomia. Al posto di guida, impugnando il volante che riprende il disegno di quello della Passat CC, si ha la sensazione di avere tutto sempre sotto controllo, protetti da una sicurezza passiva che comprende ora anche l’Airbag per le ginocchia.
Ci sono puoi nuove tecnologie messe a disposizione del guidatore, come l’Acc (controllo automatico della distanza di sicurezza), il Dcc (regolazione automatica dell’assetto) e il Park Assist già collaudato su altri modelli Volkswagen. Debuttano su Golf VI i nuovi motori turbodiesel con tecnologia common-rail, silenziosi, parsimoniosi nei consumi, con potenze comprese tra 90 e 170 cv (quando la gamma sarà completa) più che sufficienti per assicurare la tradizionale sportività Golf. Al momento del lancio commerciale, fissato per il primo weekend di novembre, sarà disponibile il 2.0 Tdi nelle versioni da 110 e 140 cv, insieme ai benzina 1.4 Tsi da 122 e 160 Cv e 1.6 da 102 cv, abbinabili a cambi manuali oppure Dsg a doppia frizione. Carrozzeria a tre e cinque porte, tre livelli di allestimento - Trendline, Comfortline e Highline - e prezzi compresi tra 16.800 e 26.200 euro, in linea con quelli di Golf V.
Scendono consumi ed emissioni di anidride carbonica, fino a 119 g/km per la Tdi 110 cv, in attesa della BlueMotion che debutterà nel 2009 con un 1.6 Tdi che produce soltanto 99 g/km di Co2.