«Volle la linea 2 del metrò per unire centro e periferia»

Andrea Indini

Ricordare Aldo. Lo fa con commozione, Carlo Tognoli, compagno di partito che gli successe a Palazzo Marino. «Nel 1974 eravamo andati insieme in Israele. In quegli anni Milano era una città molto importante e questo viaggio nel vicino Oriente aveva significato moltissimo. Ho ancora vivo il ricordo di un giovanissimo Shimon Peres», ricorda, e nelle sue parole si intravede l’ammirazione per «un sindaco che è stato capace di guidare la città con grande equilibrio, senza mai trascurare niente e nessuno...». «Aldo è stato sindaco dal ’67 al ’76 - continua Tognoli -, poi sono arrivato io. Ma, a essere sincero, ho imparato tutto da lui lavorando al suo fianco». Aniasi e Tognoli sono insieme in Giunta dal ’70 al ’76, «in quegli anni ero assessore all’Assistenza, campo molto caro ad Aldo». È, infatti, del ’73 l’istituzione di due centri di assistenza domiciliare, uno in piazzale Accursio e un altro in via Andrea Doria. «Sono stati i primi in tutta Italia - sottolinea Tognoli -: uno staff di medici e infermieri portava le cure sanitarie ed effettuava i piccoli interventi di aiuto quotidiano agli anziani che vivevano a casa da soli». «Aniasi ha sempre saputo dirigere Milano con fermezza, nonostante il periodo difficile in cui si era trovato a dirigere la città», continua Tognoli. Erano gli anni delle contestazioni studentesche e dello stragismo nero. «Era l’inizio degli anni di piombo. Ma nonostante questo Aldo ha avuto la forza di andare avanti e far crescere questa città». In nove anni a Palazzo Marino Aniasi, oltre a costruire tre parchi (Forlanini, Trenno e Lambro), ha anche promosso la costruzione della linea 2, «la verde - spiega Tognoli -, quella che porta fino a Gessate: l’idea era quella di unificare il centro della città con la sua periferia». Allo stesso scopo vanno letti i numerosi fondi stanziati per la costruzione di scuole materne, elementari e medie nelle aree periferiche più depresse. «Aldo era molto attento alla questione civile della città: sapeva che la riqualificazione della periferia poteva partire soltanto dall’istruzione». Ma non solo. «Oltre alle scuole era intervenuto più volte per far costruire case popolari in modo da dotare la città di tutti i servizi necessari».
In molti lo hanno definito un «instancabile lavoratore». C’è chi dice passasse anche 14 ore nel suo ufficio a Palazzo Marino. «Ricordo che, dopo il consiglio comunale che finiva mediamente intorno a mezzanotte, Aldo ci convocava per impostare il programma del giorno dopo o per affrontare problemi importanti - conclude Tognoli -. Ricordo che, molto spesso, non ce ne andavamo prima delle tre di notte».