Volo in ritardo: imbarco difficile per due disabili

(...) Linate, le 20.35 dello scorso giovedì. I passeggeri del volo Milano-Catania attendono ai propri posti - cinture rigorosamente allacciate - il momento del decollo. «L’aereo era in perfetta puntualità», racconta un passeggero. Puntualità che però si dissolve in pochi istanti. Passano i minuti. Prima cinque, poi dieci, poi venti ma i motori dell’aereo non accennano a mettersi in moto. I passeggeri, spazientiti e ignari di ciò che sta succedendo, iniziano ad alzarsi dai propri posti e a camminare nervosamente lungo il corridoi del velivolo. Guasto tecnico? Persino le hostess e gli steward sembrano brancolare nel buio. Finalmente dopo più di mezz’ora di attesa il comandante dell’aereo spiega i motivi del ritardo. «Il comandante - prosegue il testimone che, tra l’altro, è medico - ci ha spiegato che il ritardo era dovuto alla rottura di un montacarichi che avrebbe dovuto far salire a bordo due passeggeri disabili: uno era costretto sulla carrozzina, l’altro, giunto in ambulanza, era intubato». Dai cellulari dei passeggeri partono addirittura delle telefonate verso Sea - la società che gestisce lo scalo milanese - nell’invano tentativo di sbloccare la situazione, ma la soluzione più semplice è anche quella più impraticabile: «Il comandante - continua il testimone oculare - ha poi aggiunto che non era possibile far arrivare un nuovo montacarichi dato che tutte e tre le attrezzature presenti erano fuori uso». Versione leggermente rivista da Sea l’indomani dell’incidente che, scusandosi coi passeggeri, spiega: «Purtroppo, il mezzo si è guastato proprio nelle vicinanze del velivolo e il montacarichi fatto arrivare in sostituzione era inadatto al tipo di aeromobile in partenza e quindi inutile». Soltanto alle 21.30, dopo un’ora di estenuante attesa, la vicenda ha il suo epilogo con gli inesperti steward che, improvvisandosi barellieri, trasportano a braccia i due disabili sul velivolo. Tra lo sconcerto dei presenti.