«Volontari nei consultori per rendere libere le donne»

da Milano

Senatore Riccardo Pedrizzi (è il presidente della Commissione etico religiosa di Alleanza nazionale) l’ultima presa di posizione della Cei in materia di aborto ha suscitato come al solito molto clamore, anche se in verità non sembra che si possa parlare di «sorpresa»...
«Certo che non lo è, dal momento che nel mandato costitutivo stesso della Chiesa non vi è soltanto l’annuncio della verità evengelica e di Cristo, ma anche di quella che riguarda l’uomo e la società. E questo mandato nessuno può impedirlo. Anche perchè quando la Chiesa interviene attraverso la dottrina sociale su singoli ambiti e problematiche dell’umanità, ne scaturisce un inestimabile patrimonio di conoscenze per orientare i cattolici impegnati nel politico e nel sociale».
Ma anche questo messaggio dei vescovi sembra voler essere indirizzato «erga omnes»...
«Certo, perchè certi insegnamenti vanno oltre, affondano nel diritto naturale, sono scolpiti nel cuore e nella coscienza degli uomini come il “non uccidere” e il “non rubare”.
Quindi, lei vuole dire, questa come altre raccomandazioni della Chiesa deve intendersi rivolta anche ai laici?
«Voglio dire che ancora una volta la Chiesa non rivendica soltanto il diritto ad affermare la verità religiosa, ma anche quella sociale, che vale quindi tanto per i cattolici quanto per i laici».
E i laici ascoltano?
«Sempre più laici in buona fede lo fanno, come per esempio il presidente del Senato, Marcello Pera, o il direttore del Foglio, Giuliano Ferrara. Perchè se il laico cattolico affonda le sue ragioni nella metafisica e il laico nell’umanesimo, alla fine il risultato è lo stesso. Solo con uomini così, che non rifiutano nè contestano l’intervento della Chiesa, saremo in grado di superare Porta Pia e i vecchi steccati tra laici e cattolici».
E con quelli che non sono «così», che ai vecchi steccati ci si sono magari affezionati?
«Quelli non sono laici, sono laicisti».
Torniamo alla 194. Ieri la Cei ha auspicato la sua «piena attuazione». Ovvero?
«I vescovi, così come i contrari all’aborto rispettano le leggi dello Stato e non contestano la legge così com’è. Tuttavia, dicono, applicatela in tutte le sue parti, considerato che già nel titolo si parla espressamente di “tutela della maternità” e che in più parti c’è l’invito ad accogliere la vita nascente».
E invece?
«E invece i consultori, che per la 194 dovrebbero essere strutture di sostegno alla donna, sono diventati soltanto dei “certificatori” di aborti».
Quindi anche lei auspica l’inserimento di volontari del movimento pro-vita?
«Di persone che possano spiegare le alternative, illustrare le possibilità di aiuto, mettendo le donne nella condizione di conoscere e quindi di scegliere. In una parola, di metterle in condizione di vera libertà».