Il volontariato si ribella al governo: "Grottesco il taglio al 5 per mille"

Il terzo settore protesta per il tetto ai versamenti dei contribuenti: un gioco avvilente. Interrogazione di Forza Italia

Milano - Un coro di proteste, uno sdegno collettivo. L’emendamento alla Finanziaria che abbassa a 100 milioni di euro il tetto del 5 per mille da devolvere al non profit rischia di essere un vero e proprio boomerang per il governo Prodi. Nel giro di 24 ore il testo del provvedimento - anticipato ieri dal nostro Giornale - ha fatto il giro nel mondo del volontariato. Che, dietro al malumore, nasconde tanta voglia di dar battaglia. Dal Wwf, a Emergency, dal Filo d’Oro a Telethon, tutti sono d’accordo per una mobilitazione generale. I responsabili delle principali associazioni si sentono presi in giro per le promesse gettate nel cestino e offesi dalla mancanza di rispetto per 16 milioni di contribuenti che hanno scelto la sussidiarietà fiscale segnando una croce sulla dichiarazione dei redditi.

Ma quei soldi sfuggiti al controllo del Palazzo non sembrano piacere a Prodi e compagni. Perché tanta ostilità? «Perché sottrae occasione di clientelismo - commenta durissimo Carlo Garbagnati, vice presidente di Emergency -. Vogliono mantenersi la possibilità di elargire fondi a loro discrezione». Dall’accusa alla proposta. «Non vogliamo rincorrerli per avere la mancia, proponiamo a tutti i parlamentari di farsi promotori di un testo di legge che istituisca il 5 per mille per legge. Bisogna eliminare questo gioco, più avvilente per chi lo fa che per chi lo subisce. Questo esecutivo è grottesco, ragiona senza logica: questa idea ha funzionato? Benissimo, allora aboliamola».
«Sono scivolati pesantemente, noi siamo sconcertati da questo comportamento, spero ci ripensino, altrimenti il mondo del non profit reagirà duramente», avverte Rossano Bartoli, il segretario generale della Lega del Filo d’Oro, 77mila adesioni e 2,4 milioni di euro da incassare nel 2007 per sostenere persone con gravissime disabilità. Pensate a una protesta plateale? «Su questo argomento la gente sarebbe disposta anche a scendere in piazza - risponde Bartoli –. Per ora organizzeremo una protesta più vivace. Di sicuro non molleremo, per rispetto dei cittadini».

Anche al Wwf si scagliano contro l’esecutivo. «È un’operazione poco trasparente. Noi preferiamo che un governo in disaccordo con l’impianto della norma lo dica apertamente», sostiene Michele Candotti, segretario generale del Wwf Italia. «Prodi sta minando l’impianto di un’intuizione del governo Berlusconi che noi avevamo lodato. Ora si vuole picconare questo sistema. Ognuno è libero di fare le scelte che crede – avverte Candotti -, poi sarà il contribuente-elettore a decidere a chi dare il suo voto».
Anche Pietro Spirito, direttore generale di Telethon, reclama chiarezza e continuità. «Non possiamo affrontare ogni anno questo argomento con il patema d’animo – spiega -, i progetti hanno bisogno di programmazione. La contribuzione deve diventare sistematica, non saltuaria e ipotetica. Finora nessuno ha visto soldi. Solo il 12 di ottobre è stata comunicata la ripartizione dei redditi 2005 e c’è stato l’impegno di erogare entro la fine dell’anno».

Aria di battaglia anche nella sede del Forum del terzo settore, associazione che raccoglie 110 organizzazioni nazionali, Arci e Acli comprese. «Quell’emendamento è una presa in giro. Siamo totalmente contrari al tetto di 100 milioni di euro, non ha senso», dice senza esitazioni il presidente Vilma Mazzocchi: «Sono molto delusa, delusa e preoccupata ma attivamente impegnata». E mentre il volontariato si mobilita, in Parlamento qualcosa si muove. Luciano Rossi, Forza Italia, ha presentato un’interrogazione urgente per sapere dal governo quali sono i tempi e i modi di erogazione del 5 per mille pregresso e per capire cosa ha intenzione di fare per l’anno in corso. Domande a cui domani qualcuno dovrà dare risposte certe.