Volontario in Africa, manager muore di malaria

Era ricoverato da venerdì in rianimazione a Siena

Orlando Pacchiani

da Firenze

Il primo viaggio in Congo, due anni fa, l’aveva folgorato. Quel mondo di miseria era diventato il suo pensiero fisso, quasi un’occupazione parallela rispetto al ruolo di esponente di spicco del mondo della finanza italiana, prima come vice presidente della Banca Monte dei Paschi di Siena poi alla guida della finanziaria bresciana Hopa. «Agli amici aveva confidato molte volte che non si può più vivere come prima se si è stati in mezzo a tanti bambini sofferenti», ricorda commosso il sindaco di Siena Maurizio Cenni. Stefano Bellaveglia è morto per questo a 48 anni, per una forma acuta di malaria contratta in Congo. Era stato ricoverato giovedì ma fin da subito le sue condizioni erano parse disperate e ieri alle 15 è avvenuto il decesso. Bellaveglia era tornato dall’Africa il 18 maggio. Andava a compiere la sua opera di volontario, dividendosi tra la comunità Amore e libertà guidata da padre Matteo Galloni (figlio dell’ex esponente Dc Giovanni), l’orfanotrofio della parrocchia Masina, l’ospedale costruito e gestito dalla dottoressa senese Laura Perna, unica struttura sanitaria gratuita del Paese africano. Un impegno portato avanti attraverso la onlus «Il fuoco del futuro», che aveva fondato nel gennaio dell’anno scorso, e sostenuto da fondi provenienti dalla Fondazione Mps e da iniziative di beneficenza come le «Olimpiadi del cuore».
Questa volta però potrebbe aver commesso una leggerezza fatale, prima non effettuando una corretta profilassi anti-malarica e poi trascurando la febbre che è comparsa nei suoi ultimi quindici giorni di vita.
Siena ieri era attonita. Qui l’ascesa di Bellaveglia, originario di Passignano sul Trasimeno in provincia di Perugia, era stata folgorante: da giovane e dinamico direttore generale della Cna provinciale a consigliere di amministrazione e poi vice presidente della Banca Monte dei Paschi. Esponente Ds, molto legato a D’Alema, faceva ancora parte della direzione provinciale del partito. L’estate scorsa era stato anche sfiorato dallo scandalo delle intercettazioni nella vicenda della scalata Unipol-Bnl, ma si era tirato fuori dichiarando di non riconoscersi in quelle trascrizioni, che tiravano in ballo un possibile ruolo di Mps, e ricordando quanto aveva sempre fatto a difesa dell’indipendenza della banca senese. Banca che aveva lasciato per diventare presidente di Hopa dopo la caduta di Gnutti e gli scandali di questa estate. Ma il legame con la sua città rimaneva forte. Era facile incontrarlo nelle vie del centro, alle partite della Mens Sana basket, sempre al fianco della figlia Marta, 24 anni, che lascia insieme alla più piccola Bianca, 4 anni. Orfane, adesso, come orfani sono i bimbi congolesi a cui il manager si dedicava.