La «prima volta» dei milanesi arriva a 18 anni

Secondo una ricerca di Bocconi e Bicocca i maschi scoprono il sesso in anticipo rispetto alle donne, che lo sperimentano a 20. E il 70% dei giovani usa contraccettivi

Mamme e papà possono consolarsi: le cose vanno «peggio» che al Sud, meglio rispetto alle città di mare, Rimini in testa.
Si parla del primo rapporto sessuale, che - spiega una ricerca - a Milano arriva (o è arrivato) in media a vent’anni per le ragazze e a 18 e mezzo per i maschi. «Ci siamo rifatti a una ricerca del 2002 condotta a livello nazionale su un campione rappresentativo di tutte le fasce d’età - spiega Francesco Billari, docente di Demografia alla Bocconi-. E abbiamo incrociato i dati sull’età del primo rapporto con altri legati alle aree geografiche». Ne è uscita una «mappa della prima volta», che in Italia arriva prima al Nord rispetto al Sud. Il primato, quanto a precocità, va alla riviera romagnola, dove si spinge anche a 14 anni. «Che cosa succede a Milano? Il dato è in linea con la media nazionale», riprende il docente. E lo stesso succede quando ai ragazzi è chiesto di giudicare chi, in fatto di sesso, accelera i tempi.
Si parte da una seconda ricerca, condotta su 5mila studenti italiani delle facoltà di Economia e Statistica. Ai ragazzi, iscritti ad atenei pubblici, è stato chiesto di commentare la prima volta precoce di un ipotetico amico o compagno di corso. Risultato? I giudizi si fanno molto più severi se l’amico in questione è donna. Il professore la chiama «doppia morale»: il 58 per cento dei maschi condanna la precocità delle ragazze, percentuale che scende al 14 se si discute di un maschio. E va addirittura peggio quando a «giudicare» sono le donne, ancora più critiche sul primo rapporto precoce delle stesse ragazze (66 per cento). Non esiste solidarietà tra «compagne di sesso», dunque? «Semplificando le cose potremmo dire che è così - sorride Billari -. Quella della morale sessuale è in realtà una delle prime e più resistenti diseguaglianze di genere che ci si trova ad affrontare nella vita. E questo in un mondo dove lo sbilanciamento nella divisone del lavoro in famiglia va diminuendo, le possibilità di accesso agli studi superiori si stanno avvicinando e i risultati scolastici parlano, ormai, a favore della donne». Non basta.
Una terza ricerca, condotta da Billari in collaborazione con Riccardo Borgoni, docente della Bicocca, si sofferma invece sui contraccettivi. «Volevamo capire quante persone ricorrono ad essi durante il primo rapporto sessuale», riprende Billari. Il dato di Milano non si discosta da quello del Nord Italia: il 70 per cento delle giovani coppie utilizza un metodo contraccettivo durante la prima volta. «Ci interessava capire il rapporto tra pressioni della società e protezione della salute», aggiunge il docente. Ci si è rifatti alla ricerca del 2002. E i dati confermano che nell’ultimo mezzo secolo l’uso di questi metodi nel primo rapporto è più che raddoppiato.

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